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L'intervista

Chiusi tra presente e futuro. Il bilancio del sindaco Sonnini: “Progetti da 19 milioni di euro”

Il punto tra lavori pubblici, interventi per il lago, sostegno alle associazioni e trasporto ferroviario

Redazione Web

16 Aprile 2026, 10:09

Gianluca Sonnini

Il sindaco di Chiusi Gianluca Sonnini

Quattro anni e mezzo di intenso lavoro per il sindaco di Chiusi, Gianluca Sonnini. Lavori, infrastrutture, commercio, tenuta ambientale, e non è finita qua perché si guarda in ottica futura con nuove iniziative e progetti.

- Sindaco, qual è stata la sfida più grande di questi anni?

"Tenere unita la comunità in una fase complessa. Dalla pandemia ai conflitti internazionali, fino alla crisi economica e sociale che ha colpito soprattutto le famiglie più fragili, abbiamo scelto di stare accanto alle persone. Abbiamo mantenuto invariate le tariffe dei servizi comunali, introdotto il bonus comunale per le bollette, innalzato le soglie Isee per la riduzione della Tari e aumentato gli importi del contributo affitti. Lo abbiamo fatto anche in un contesto segnato dai tagli ai bilanci comunali, insieme al contributo delle associazioni del terzo settore. Abbiamo scelto un profilo sobrio, puntando sulla sostanza e su un rapporto collaborativo con i comuni e i sindaci della Valdichiana senese, con i quali abbiamo condiviso progetti come Valdichiana 2025, la progettualità sulle Aree interne e il Piano Strutturale intercomunale".

- Quanto è stata importante la programmazione?

"Moltissimo. Abbiamo rafforzato il rapporto con gli uffici comunali, valorizzando competenze interne e investendo sulla pianificazione. In questi anni abbiamo destinato oltre 500 mila euro alla progettazione, costruendo un parco progetti da oltre 19 milioni di euro, di cui 8 milioni già finanziati attraverso Pnrr e fondi Fesr per le aree interne gestiti dalla Regione Toscana. Sono risorse con ricadute concrete sul territorio: Teatro Mascagni, scuola primaria Rodari, ex scuola di Montevenere, 2 milioni di investimenti sugli impianti sportivi tra Estra Forum, stadio Frullini e stadio di Montallese, e 800 mila euro per il dissesto idrogeologico, come via Longobardi e via Fontanelle. E poi il Lago di Chiusi, una delle sfide più rilevanti affrontate in questi anni".

- A che punto è il lavoro sul Lago di Chiusi?

"Il Lago di Chiusi è stato una priorità assoluta. Grazie all’adduzione da Montedoglio finanziata dal Pnrr è stato possibile interrompere i prelievi di acqua a uso idropotabile dal lago. Parallelamente abbiamo lavorato a un progetto strutturale di salvaguardia: oggi è in corso un primo stralcio di lavori ed è stata individuata la ditta per il secondo, che partirà a breve. È un risultato atteso da anni, reso possibile da una forte volontà politica e da un lavoro condiviso tra enti pubblici, professionisti e mondo della ricerca. Un percorso che nasce anche dalla visione e dalla competenza di Claudio Del Re, che ha avuto un ruolo determinante nell’accendere l’attenzione sul lago e nel costruire una consapevolezza diffusa. Il suo contributo resta un patrimonio prezioso per tutta la comunità. L’intervento affronta criticità come interrimento, equilibrio dell’ecosistema ed erosione delle sponde, con azioni innovative come la piantumazione della canna palustre. Abbiamo ottenuto oltre 2 milioni di euro dalla Regione Toscana, con la compartecipazione di Nuove Acque e il contributo del bilancio comunale. Il lago è valorizzato anche dal punto di vista sportivo grazie alla Lenza Etrusca per la pesca sportiva e alle due società di canottaggio Canottieri DLF Chiusi e Paolo D’Aloja".

- Quali risultati considera più importanti sul fronte ambientale e della sostenibilità?

"Il lago è il cuore ambientale del territorio, anche in relazione al Sentiero della Bonifica che collega Chiusi ad Arezzo. Su questo fronte abbiamo lavorato anche con il progetto “Chiusi Active”, per valorizzare la sentieristica con percorsi organizzati, segnaletica e manutenzione. Abbiamo affrontato anche questioni complesse come quella del “carbonizzatore Acea”, cercando di ricostruire un dialogo tra cittadini, imprenditori, comitati, sindaci dei territori limitrofi e azienda, per individuare la migliore destinazione di quell’area strategica. Un altro passaggio importante è stato quello delle pensiline fotovoltaiche. Oggi è stato individuato un gestore serio e affidabile, affiancato da Intesa Spa, società partecipata dai Comuni senesi, che provvederà al rinnovo degli impianti. Questo consentirà al Comune di avere entrate ricorrenti e di rendere operativa la Comunità Energetica Rinnovabile comunale, a sostegno di famiglie e attività economiche".

- Quali progetti raccontano meglio la vostra idea di futuro?

"Programmare significa anche innovare. Tra i progetti più significativi c’è lo Spazio Giovani Culsans a Chiusi Scalo, pensato insieme ai giovani come luogo di incontro, studio e socializzazione. C’è poi il progetto “PopUp Città di Chiusi”, con cui grazie anche ai proprietari abbiamo rimesso a disposizione fondi sfitti del centro storico, ristrutturati con l’ausilio degli operai comunali, per favorire nuove attività commerciali, artigianali e artistiche, contribuendo a riportare vitalità nel centro storico. Sul fronte culturale, resta centrale la collaborazione con la Fondazione Orizzonti, che gestisce la stagione teatrale, il festival estivo Orizzonti e i corsi teatrali. La Fondazione, insieme all’Istituto Bonaventura Somma e ora anche alla Filarmonica Città di Chiusi, ha rilanciato la Scuola di Musica Comunale Aulos. A questo si aggiungono lo ZIC e il progetto del Molino Astrone con l’associazione “Durante e Dopo di Noi”. Guardando avanti, i progetti strategici sono il Piano della mobilità sostenibile e la riqualificazione dell’area dell’ex Fornace, dove immaginiamo un nuovo polo attrattivo con servizi pubblici, attività commerciali e un campus scolastico legato all’Iis Valdichiana".

- I trasporti ferroviari restano un tema decisivo?

"Il diritto alla mobilità è fondamentale per il futuro del territorio. Negli anni abbiamo assistito a una riduzione dei servizi e a un peggioramento dei tempi di percorrenza verso Firenze e Roma, con una perdita di centralità delle stazioni intermedie. Per questo abbiamo promosso, coinvolgendo istituzioni, università, categorie economiche, sindaci e comitati, il convegno del 7 marzo a Chiusi, dal quale è emersa con forza la necessità di un’azione condivisa. Un primo risultato è arrivato l’8 aprile con la riattivazione del tavolo interregionale tra Toscana, Umbria e Lazio insieme a Rfi. Adesso servono risposte concrete: più servizi regionali, potenziamento degli Intercity, migliore integrazione del sistema dei trasporti e più attenzione alle fermate dell’alta velocità nelle stazioni di Arezzo e Chiusi".

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