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Pracchia (Confommercio): "Priorità a Siena decoro urbano e suolo pubblico"

Daniele Pracchia

L'estate è quasi alle spalle. Per l'amministrazione Fabio l'autunno sarà il primo vero banco di prova. Tanti i fronti aperti, compreso quello legato alle attività economiche. In vista dei prossimi mesi, il direttore di Confcommercio Daniele Pracchia ha fatto il punto della situazione, tra priorità e aspettative.
- Direttore, rispetto alle richieste formulate dalle associazioni in campagna elettorale, con la nuova amministrazione ci sono stati passi in avanti?
Tra Palio e altre questioni urgenti, come le sorti del Siena e l'agibilità del palazzetto, l'amministrazione è stata piuttosto impegnata. La settimana passata abbiamo avviato i primi contatti. Al tavolo porteremo due priorità: il decoro urbano e le nuove regole per l'occupazione del suolo pubblico, quando a fine anno scadranno le norme eccezionali varate a seguito della pandemia.
- L'estate come è andata dal vostro punto di vista?
Ci sono state tante persone, quindi le attività di somministrazione ne hanno beneficiato. Però le strutture ricettive non hanno registrato la piena occupazione. Si nota una minor qualità dei turisti, spesso giornalieri. Alla città resta poco. Però sta a noi, quindi categorie e amministratori pubblici, interrogarsi su come migliorare l'offerta di Siena. In modo che chi la visita trovi motivi validi per fermarsi più a lungo.
- Questa però è un problema che Siena si trascina da tempo. Voi avevate chiesto anche di migliorare la comunicazione. Me la conferma questa necessità?
Certo, perché è centrale. Purtroppo in questi anni tutte le iniziative mirate in questa prospettiva non hanno visto il coinvolgimento degli operatori. Quindi, i tentativi di comunicare meglio l'offerta cittadina, hanno prodotto effetti marginali. Serve una concertazione migliore.
- Ci sono state critiche per la pochezza dell'offerta estiva. Siete d'accordo?
Il centro storico di Siena, per via di caratteristiche proprie, limita la possibilità di intrattenimento. La Fortezza può però essere un'alternativa valida. Anche qui, a differenza di quanto accaduto in passato, si può ragionare su come utilizzarla. Noi chiaramente rappresentiamo la parte delle attività economiche, poi ci sarà di chi dovrà pensare all'ambito dello spettacolo.
- Non si rischia che l'estate diventi paliocentrica, anche se a parole tutti rifuggono da questa ipotesi?
E' un rischio che c'è già e gli effetti si vedono. Sta a tutti noi impedire ciò, magari evitando di soffermarci troppo sulle polemiche.
- Guardiamo avanti. Sul suolo pubblico qual è la vostra posizione?
C'è un regolamento approvato nel 2022, che prevede una regolamentazione rispetto alle dimensioni dell'occupazione e alla sicurezza della città. Si riparte da quello, cercando di mantenere un'offerta di spazi aperti.
- Sul decoro urbano il centro storico nelle prime ore delle mattinata non offre un bello spettacolo per via delle attività di carico e scarico. Può essere ripensato questo modello?
In passato sono state cercate soluzioni alternative. Purtroppo non è semplice, perché ci sono esigenze diverse. Il dialogo con l'amministrazione può comprendere anche un ragionamento su tutto ciò.
- Su una revisione della Ztl invece?
Da molti anni manca un piano della mobilità organico. Sarebbe importante avere nuove aree di sosta vicino al centro o allargare quelle esistenti. Un diverso utilizzo del Fagiolone sarebbe un buon punto di partenza.
- C'è poi il nodo delle saracinesche abbassate.
C'è un problema di fondo: gli affitti sono troppo alti. La disciplina nazionale però risale al 1978, quindi non è semplice. Sulle locazioni abitative sono stati fatti passi in avanti, invece su questo versante siamo fermi. Servirebbero agevolazioni e regole, in modo che sia chi affitta che gli inquilini, abbiano vantaggi.
- L'autunno è alle porte. La priorità che deve avere una risposta dall'amministrazione comunale?
Abbiamo bisogno di avere un confronto a tutto tondo sulla strategia dei prossimi 5 anni. A partire dall'approvazione del piano strutturale, poi il rapporto tra Siena e i comuni contermini. Se non inquadriamo bene il futuro, rischiamo di avere delle conseguenze non piacevoli.