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Siena, commenti su Ravacciano: "Quartiere senza negozi, sta succedendo in tanti luoghi"

quartiere di Ravacciano quartiere di Ravacciano

A Ravacciano mancano negozi. È bastato un articolo, pubblicato sul Corriere di Siena e sui suoi canali social, per far partire il dibattito su quanto è avvenuto negli ultimi anni nel popoloso quartiere a ridosso del centro storico senese. Tante attività commerciali hanno chiuso: è capitato a una parrucchiera, poi al bar-pizzeria della zona, successivamente anche al tabacchi. Il risultato è che nel popoloso quartiere mancano ora molti servizi. E i residenti ne sentono la mancanza. Ci sono stati vari commenti all'articolo pubblicato nei giorni scorsi. E vari tentativi di spiegazione e di motivazioni per questa perdita di attività nell'area. C'è chi parla e punta l'attenzione sulle sempre crescenti difficoltà delle piccole botteghe ad affrontare la concorrenza di supermercati, il cui numero è cresciuto a Siena nel corso degli ultimi anni. Un nuovo supermercato, nell'area dello Stellino, come si sa, è stato appena aperto, pochi giorni fa. C'è invece chi evidenzia e sottolinea le scelte di consumo degli stessi cittadini, che talvolta non fanno acquisti sotto casa lamentandosi poi quando quei negozi chiudono i battenti.
L'argomento non è di poco conto, e certamente non riguarda solamente il quartiere di Ravacciano. È indubbio che negli ultimi anni le difficoltà siano aumentate per tante attività, soprattutto se piccole, in molte zone di Siena. E il problema, come a Siena, si verifica e si registra in tante altre città italiane. E allora, scorrendo i commenti sulla pagina Facebook del Corriere di Siena, Francesco Giusti scrive: "Gli studenti fuorisede comprano nei supermercati". Ravacciano, infatti, è un quartiere nel quale vivono tanti studenti universitari: nella zona si vive bene, ci sono case di buona qualità, è un'area tranquilla e residenziale e da qui si raggiungono facilmente il centro storico e anche il polo didattico medico e scientifico delle Scotte. Poi Filippo Fiorini sentenzia, in maniera lapidaria: "Non è che ci voglia un genio per capire il perché ci siano sempre meno negozi". Poi Marco Brogiotti: "E Valli? Ne vogliamo parlare?". E in effetti della situazione della zona di Valli il Corriere di Siena aveva già parlato in precedenza, con un altro articolo dedicato al contesto attuale del quartiere. Anche lì, infatti, hanno chiuso tante attività nel corso degli ultimi anni, e anche lì si è in un'area che è a ridosso dal centro storico, appena a qualche centinaio di metri da Porta Romana.
Scrive Franca Minelli: "Chissà quale forza deciderà queste strategie: a Vico Alto, in Valli, a Isola d'Arbia non esistono supermercati. Lì forse sono tutti giovani e automuniti?". "Da quelle parti non si mangia", ironizza Paola Bartolomucci. "La città è in netto declino", taglia corto Stefania Porchianello. Manuel Machetti, anche lui con un pizzico di ironia: "L'importante è aprire i supermercati". Guido Calosi, che qui vive dal 2001, fa un ragionamento articolato su quello che è l'equilibrio del quartiere. Scrive: "Ravacciano è un quartiere residenziale con molte scuole e un equilibrio di traffico-posti auto molto precario. Via del vecchietta e la zona dell'Alberino nelle ore pomeridiane sono ?incircolabili', così come via Duccio di Boninsegna nelle ore di entrata e di uscita dalle scuole. Ci penserei bene prima di aggiungere un qualsivoglia negozio o centro commerciale, piuttosto servirebbe qualche attività in più per i giovani nella nuova palestra della Mattioli che ha di per sé un bel parcheggio (che è ancora chiuso)". Paola Bartoli commenta: "Tante città, specialmente nei centri storici, sono deserte. I centri commerciali hanno preso il posto dei negozi che tenevano vive le località. È una triste realtà". Chiude Valentina Iacopini: "Io sto a Ravacciano da una vita e quando c'erano i negozi, e mi riferisco al lattaio, all'alimentari e altro, la gente preferiva andare a fare acquisti altrove. Ora la situazione è tristemente questa". Ravacciano e non solo. Tale situazione riguarda anche altri quartieri e altre zone della città di Siena, e ovviamente il fenomeno non è solamente senese.

Gennaro Groppa è nato a Siena il 9 gennaio 1982. Laureato nel 2006 all'Università degli studi di Siena, nel corso di Scienze della comunicazione della facoltà di Lettere. Nella formazione universit...