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Siena, omicidio di Annamaria Burrini: i testimoni riconoscono gli accusati in aula

Il tribunale di Siena Il tribunale di Siena

Nuovo appuntamento in Corte di Assise al Tribunale di Siena per il processo sull'omicidio della signora Annamaria Burrini, l'81enne strangolata e rapinata nella sua casa in Largo Sassetta a Siena il 26 settembre 2022. Sul banco degli imputati, davanti alla Corte composta dai giudici Carrelli-Palombi, Spina e dai giudici popolari, sono tornati a sedersi i due ucraini, zio 39enne e la nipote 25enne, ritenuti i responsabili e accusati di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dal nesso teleologico e rapina. Durante l'udienza durata tutta la mattinata, sono sfilati nuovi testimoni chiamati dal pubblico ministero Sara Faina per ricostruire i contorni della vicenda. Un crimine ideato per sgraffignare, secondo la contestazione, un ricco bottino di contanti e gioielli che l'anziana conservava in casa. I testimoni sentiti ieri hanno confermato alcune circostanze che legherebbero i due al brutale omicidio-rapina. A partire da un vicino di casa, che ha riferito di aver sentito passi veloci e rumori anomali provenire dall'abitazione della signora, passando dai dipendenti dei due compro oro di Siena e Poggibonsi che hanno confermato il tentativo di vendita, da parte degli ucraini, dei preziosi sottratti dalla camera da letto della Burrini, fino a due commesse del supermercato in Largo Sassetta, le quali hanno riportato di aver notato nel negozio i due aggirarsi con fare sospetto.