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Beko Europe: attesa per conoscere il futuro del sito di Siena, divergenze tra sindacati

sindacati Beko Europe

Restano divergenze tra i sindacati relativamente al comportamento da tenere in questo momento nei confronti della multinazionale Beko Europe. Il gruppo turco-statunitense è stato chiaro: non intende presentare il proprio piano industriale prima dell'autunno. I vertici di Beko hanno incontrato il ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso, e si è trattato di un passo in avanti comunque importante. I sindacati però insistono per poter sedere al tavolo e per poter avere la possibilità di confrontarsi con il ceo di Beko Hakan Bulgurlu e con i vertici della multinazionale. Lo hanno ribadito, le organizzazioni dei lavoratori, anche nel frangente della riunione del coordinamento nazionale che si è tenuto venerdì. E ora pare esserci un'apertura da questo punto di vista. Perché filtra la possibilità che una prima riunione che veda al tavolo vertici di Beko, rappresentanti del ministero (probabilmente lo stesso ministro Urso) e i sindacati possa tenersi entro la metà di giugno. I sindacati già si sono scontrati tra loro nelle scorse settimane sul tema Beko, con la Fim che ha accusato la Fiom di "fare allarmismi", parole alle quali ha fatto seguito la risposta e presa di posizione della Fiom.
Dopo il coordinamento nazionale Daniela Miniero, segretario generale della Fiom Cgil di Siena, ha ribadito il concetto: "Non è pensabile dover aspettare cinque o sei mesi prima di conoscere il piano industriale di Beko. Se dovremo aspettare così tanto tempo poi non avremo più margine per intervenire. Gli elementi di cui siamo in possesso non ci fanno stare tranquilli né rispetto alle garanzie date da Beko né rispetto allo strumento della golden power messo in campo dal governo. Abbiamo il timore che esso non sia sufficiente a frenare un'eventuale fuga da parte della multinazionale".
Differente è anche stavolta la posizione della Fim Cisl. "Certamente esprimiamo disappunto per il troppo tempo necessario prima di conoscere il piano industriale - afferma Giuseppe Cesarano, segretario generale della Fim Cisl di Siena. - Tuttavia il mercato degli elettrodomestici non sta andando bene, un piano industriale presentato adesso rispecchierebbe quella che è la difficilissima situazione attuale. Allora noi chiediamo a Beko Europe di entrare almeno nel merito delle questioni e di dirci come intenderà organizzare o riorganizzare gli stabilimenti italiani".
Prosegue Cesarano: "Se anche non presenteranno il piano industriale quando a metà giugno ci incontreremo con i rappresentanti di Beko Europe chiederemo quali siano le prospettive e i progetti per i siti produttivi del nostro Paese, compreso ovviamente quello di Siena. In viale Toselli non basta più produrre congelatori. Noi domanderemo dunque se sia possibile portare a Siena altre lavorazioni, un aspetto che è a nostro avviso fondamentale per poter garantire il sito produttivo. Occorre uno switch di produzione". Poi, riferendosi all'azione del ministero: "Il governo non è rimasto fermo su questa vicenda - dice Cesarano. - L'azione del ministro Adolfo Urso e del sottosegretario Fausta Bergamotto è stata importante. Noi però vogliamo sapere in cosa consista esattamente lo strumento della golden power e quale durata abbia, dato che non è una misura a tempo indeterminato".

Gennaro Groppa è nato a Siena il 9 gennaio 1982. Laureato nel 2006 all'Università degli studi di Siena, nel corso di Scienze della comunicazione della facoltà di Lettere. Nella formazione universit...