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Due Mari, 25 anni per raddoppiare il tratto Grosseto-Siena

Una veduta area del lotto 4 della Grosseto-Siena Una veduta aerea del lotto 4 della Grosseto-Siena

Alla fine, nella migliore delle ipotesi, saranno serviti 25 anni. Cinque lustri per raddoppiare la strada statale 223, ovvero il tratto Grosseto-Siena della Due Mari. Correva infatti l'anno 2001 quando le prime ruspe arrivarono sul lotto 1, tra Grosseto e Montorsaio. La previsione per il completamento dei lotti 4 e 9, quelli che mancano per completare l'ammodernamento, dice invece primavera del 2026 e con l'avvicinarsi di questa scadenza è ragionevole attendersi che questi tempi, mese più mese meno, possano essere rispettati.
Verrebbe da dire che da quel lotto 1 ne sono passati di inconvenienti sotto i ponti, a cominciare proprio dal ponte che fu necessario costruire nei pressi di Roselle, a una manciata di chilometri dal capoluogo maremmano, per proteggere i resti di una villa romana spuntati dal sottosuolo. Il lotto 1 fu terminato a febbraio 2006: cinque anni per raddoppiare 11 chilometri, non certo i più complessi del tracciato. Una costante, quella dei ritardi, che non ha mai lasciato libera la Grosseto-Siena, sia per il reperimento delle risorse necessarie, sia per l'esecuzione dei lavori. Fino ad arrivare all'attuale situazione dell'ammodernamento, che ha visto aperti a quattro corsie nove lotti su undici. Per completare il mosaico ne mancano ancora due (e 14.640 metri).
Nel lotto 4, tra i già realizzati svincoli di Lampugnano e Civitella (in provincia di Grosseto), di metri ce ne sono soltanto 2.840, eppure questo sarà ricordato come il tratto più difficile. I lavori erano stati assegnati una prima volta addirittura il 20 dicembre del 2018, poi i soliti ricorsi, un pronunciamento richiesto alla Corte di Cassazione da parte del Consiglio di Stato per un conflitto di leggi, il fallimento della ditta aggiudicataria e una nuova assegnazione con i lavori consegnati il 17 settembre 2020. Tre anni e mezzo passati in gran parte tra perizie, necessità di un nuovo Put (piano utilizzo terre e rocce da scavo), difficoltà a reperire materiali e caro energia, anziché a lavorare su un lotto estremamente complesso: otto viadotti di cui cinque da realizzare ex novo e tre esistenti da ammodernare per una lunghezza complessiva di 1,8 chilometri e due gallerie, una da realizzare e una da adeguare, per complessivi 550 metri. Solo di recente, finalmente, l'attesa svolta. "Sono completate - fa sapere Anas - le opere di imbocco della galleria e sono in corso le attività per avviare lo scavo del tunnel. Inoltre sono state avviate le lavorazioni per la realizzazione delle fondazioni dei viadotti e prosegue la produzione degli impalcati metallici". "Sono poi in corso di esecuzione - aggiunge l'ente - le lavorazioni per la realizzazione della galleria Poggio Tondo e procedono quelle in corrispondenza dei viadotti: per i primi due e per l'ultimo sono in corso di realizzazione le fondazioni. Per il terzo viadotto (il più lungo, circa 475 metri) sono state completate le fondazioni e l'elevazione delle pile e delle spalle e si sta provvedendo alla realizzazione del piazzole per il varo del relativo impalcato metallico". Anas annuncia che "è prevista entro la primavera del 2026 l'ultimazione dei lavori" nel lotto 4, il più complesso e anche il più costoso (in proporzione alla lunghezza): 106 milioni, oltre 37 per chilometro.
C'è poi il lotto 9, tutto in provincia di Siena, 11.800 metri tra gli svincoli di Iesa e San Rocco a Pilli, nei comuni di Sovicille, Murlo e Monticiano. Per costruire una nuova carreggiata in affiancamento all'esistente, sono previste complanari per il raccordo alla viabilità locale, tre svincoli a livelli sfalsati, quattro nuovi viadotti sul fiume Merse e sul fosso Ornate, numerose altre opere minori, oltre all'adeguamento della carreggiata esistente e ai servizi di monitoraggio ambientale in corso d'opera. "Sono in corso - spiega Anas - le attività di movimento terra, bonifica e preparazione del piano di posa dei nuovi rilevati lungo la maggior parte dell'intero tracciato. Si sta provvedendo, inoltre, alla realizzazione delle fondazioni di alcuni tombini idraulici e all'esecuzione di una paratia mediante pali di grande diametro". Sul lotto 9 la difficoltà è stata partire, perché qui i lavori, avviati a marzo 2023, sembrano procedere spediti. Per Anas la fine è prevista nella primavera 2026: l'intervento costerà 195 milioni, ai quali vanno anche aggiunti anche i 35 per l'ammodernamento in corso della galleria di Casal di Pari (conclusione attesa a fine anno). Significa che raddoppiare i 53,561 chilometri della statale 223 in 25 anni sarà costato 840 milioni: 15,68 ogni chilometro.