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Whirlpool, niente ristori per i lavoratori e meno pezzi da produrre a Siena

Whirlpool Siena

La Whirlpool non concederà ristori ai lavoratori del gruppo che negli ultimi mesi sono stati colpiti dalla cassa integrazione. L'azienda statunitense ha risposto a quella che era stata la richiesta dei sindacati: e la risposta è stata un no secco. Da evidenziare, comunque, che i vertici nazionali (e non solo) della multinazionale americana hanno accettato un incontro con le organizzazioni sindacali, l'atteso faccia a faccia con Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm. Il gruppo statunitense è stato rappresentato nell'occasione dall'amministratore delegato di Whirlpool per l'area Emea Jacopo Vetrò e dalla responsabile delle risorse umane di Whirlpool Italia Francesca Grandi. Ciò che hanno detto a chiare lettere è che il gruppo non darà ristori ai lavoratori; i sostegni erano stati richiesti dalle organizzazioni sindacali con l'intento di aiutare quei dipendenti che negli ultimi mesi hanno effettuato svariati giorni di cassa integrazione, vedendo dunque così scendere i propri salari.
Nel sito di Siena Whirlpool, tanto per fare un esempio, i dipendenti (che sono in tutto 291) anche nel mese di febbraio faranno 8 giorni di cassa integrazione. I rappresentanti di Whirlpool hanno dato anche altre informazioni. E sono notizie non positive per i lavoratori. Le previsioni di produzione per il 2024 per il sito senese di viale Toselli, che ancora non erano state comunicate dal gruppo statunitense, sono in ribasso rispetto al 2023 che già è stato negativo da questo punto di vista. Lo scorso anno nel sito senese sono stati infatti prodotti 317 mila pezzi, per il 2024 la produzione prevista è ancora più bassa: 300 mila pezzi. Al tempo stesso l'azienda ha comunicato che per il 2024 prevede una cassa integrazione per i propri dipendenti in crescita del 3%, in media per i siti italiani, rispetto a quanto già avvenuto nel 2023. Ad altre domande al momento Whirlpool non risponde. Le altre domande riguardano innanzitutto la fusione con Arcelik e i suoi risvolti futuri. La notizia, in questo caso positiva, del sì parziale dell'antitrust inglese alla fusione con il gruppo turco ha permesso di guardare con maggiore fiducia all'operazione in atto. Per lo meno per la prima volta si è aperto uno spiraglio, un varco, rispetto al no deciso da parte dell'antitrust inglese e alla decisione di questo organo di dare vita a un'investigazione approfondita sull'operazione di aggregazione. Il parere definitivo dell'antitrust arriverà entro il 26 marzo. E a quel punto ci potrà essere un'accelerazione nella fusione, con la nascita del nuovo soggetto imprenditoriale che controllerà gli stabilimenti nell'area Emea (dunque in Europa, Medio Oriente e Africa). I sindacati sperano che dopo il parere definitivo dell'organo di vigilanza inglese possa essere attivato anche il molto atteso tavolo ministeriale su Whirlpool: ciò consentirebbe loro di incontrare i nuovi dirigenti dell'azienda e di discutere con loro di programmi, progetti futuri e del piano industriale.
"Avevamo chiesto questo incontro ? dichiara Daniela Miniero, segretario generale della Fiom Cgil di Siena ? per conoscere il piano industriale del gruppo per il 2024 in termini di investimenti e di previsioni di volumi produttivi. Inoltre avevamo chiesto all'azienda di prevedere dei ristori per i lavoratori, visto il grande ricorso alla cassa integrazione. Abbiamo ricevuto risposte non positive, con una produzione che viene prevista al ribasso anche per il sito senese, che è tra l'altro lo stabilimento che presenta le maggiori criticità in Italia, con una cassa integrazione che nel 2023 è stata superiore alla media italiana. Nel 2024 il dato negativo è costituito non solo dai volumi produttivi in diminuzione ma anche dalla cassa integrazione che è prevista in crescita". "Avevamo avanzato già dal mese di dicembre la richiesta relativa a possibili ristori per i lavoratori, dato che le buste paga dei dipendenti del gruppo sono oggi più leggere, ma l'azienda ci ha risposto con un no categorico ? afferma Giuseppe Cesarano, segretario generale della Fim Cisl di Siena. ? Ovviamente non siamo contenti di questa risposta, ci attendevamo maggiore sensibilità da parte dell'azienda. Nel corso dell'incontro abbiamo parlato anche del sì parziale dell'antitrust inglese alla fusione con Arcelik, da Whirlpool ci hanno confermato la loro soddisfazione per questo passaggio".