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Siena, Enoteca Italiana: ecco il progetto di rilancio

Il progetto della nuova Enoteca Il progetto della nuova Enoteca

La rinascita di Enoteca Italiana è un segno tangibile di coraggio e visione imprenditoriale, grazie a Elena D'Aquanno. Dopo sette anni di inattività, il vecchio Ente senese tornerà operativo nella primavera del 2025, ma per il Bastione San Filippo il taglio del nastro è previsto per il prossimo ottobre.
Nell'estate del 2023, D'Aquanno e un gruppo di imprenditori hanno rilevato il marchio, annunciando un investimento di oltre 600mila euro per la ristrutturazione. Il team comprende esperti come Mario Valgimigli, Jacopo Vagaggini, Rosanna Zari, Elisa Romei e Paolo di Zannae. Il progetto prevede il recupero delle radici locali, lo sviluppo di un hub internazionale e la ricostruzione del profilo istituzionale attraverso la Fondazione Eis. La Fortezza ospiterà un museo del vino multimediale, un ristorante, l'enoteca, sala congressi con 150 posti, terrazzo eventi, area fieristica per seminari e iniziative, riportando in vita l'espositore della Mostra mercato dei vini del 1933. L'obiettivo è restituire alla città il ruolo centrale in campo enologico. Nel frattempo venerdì scorso (31 maggio 2024), D'Aquanno ha partecipato con grande entusiasmo all'inaugurazione di ViviFortezza che animerà l'estate senese.
Elena D'Aquanno, chi glielo ha fatto fare?
"Se penso alla famiglia... me lo chiedo anche io. Ma la mia riflessione è un'altra: perché questa scelta non l'ho fatta prima? Impegnarmi qualche anno fa invece di ora avrebbe permesso di essere già operativi e senza che la struttura andasse in malora e il marchio nell'oblio".
Di fronte agli spazi vuoti e disastrati dei due bastioni di Fortezza non ha avuto ripensamenti?
"Vedere i locali dell'Enoteca lasciati in disgrazia fa male a chiunque, soprattutto ai senesi. Ma personalmente, venendo dal mondo dei rifiuti, sono abituata a trovarmi di fronte a location anche peggiori. E non sapendo come era l'Enoteca durante i fasti dei decenni precedenti, ho guardato tutto con un occhio esterno pensando già al suo recupero e al suo sviluppo".
Ecco. Come intende valorizzare il legame storico dell'Enoteca con la cultura enologica italiana e mondiale?
"Intanto riconsegno l'Enoteca a Siena dopo sette anni, riportando il marchio storico e la visibilità che merita. Il nostro progetto di sviluppo sarà di esportare in Italia e nel mondo questo brand che fa parte di una storia e di un territorio unico. Anche al Vinitaly abbiamo avuto un riscontro positivo, Enoteca Italiana è ancora percepita come un Ente quindi in questo momento possiamo contare sulla velocità del privato con la storicità del marchio che ci consente di accedere a canali istituzionali velocissimi".
Quali sono gli obiettivi a lungo termine del progetto imprenditoriale, e come prevede di coinvolgere la comunità locale e internazionale nel nuovo corso dell'Enoteca?
"Dovremo riaccreditare il marchio creando rapporti solidi con le istituzioni locali, nazionali e internazionali. Ciò vuol dire dare forza anche al nostro gruppo imprenditoriale. Inoltre sarà fondamentale creare sinergie con tutti coloro che già ci hanno chiesto collaborazione e coinvolgimento. Per questo abbiamo creato una Fondazione che darà a tutti la possibilità di entrare nel progetto, dal cittadino alle associazioni, sia senesi sia extramoenia. Il nostro business plan ha finalità importanti che vanno dalla inevitabile ristrutturazione a idee di grandi aperture creative, dal ristorante al museo, dalla sala congressi ad essere punto di riferimento dell'enologia in generale".
Avrà partner senesi al suo fianco?
"Assolutamente sì. La prima a farsi avanti è stata l'Associazione Città del Vino e via via Consorzi e quasi tutte le associazioni di categoria senesi che ruotano intorno a questo mondo".
Il progetto di ristrutturazione è già pronto?
"Sì, lo abbiamo finito venerdì sera. Recupereremo addirittura il nostro passato. Ho trovato un'azienda che rifarà gli stessi espositori e le stesse teche del 1933. Punteremo molto sul multimediale, sensoriale e sulla sostenibilità. I nostri visitatori non si fermeranno solo alla bottiglia, ma entreranno nel mondo delle aziende e anche dell'agroalimentare. Saranno locali di un livello medio-alto, ma accessibili a tutti. Stiamo lavorando per aprire il Bastione San Filippo ad ottobre, l'altro andremo al 2025".

Andrea Bianchi Sugarelli, nato a Siena nel 1973, è giornalista professionista. Laureato in Scienze della Comunicazione, dal 1996 è nella redazione del Corriere di Siena, prima come collaboratore e p...