Siena
Due giorni di celebrazioni per Santa Caterina a Siena, con la città che ha stretto la patrona d'Italia e d'Europa nel consueto abbraccio primaverile. Ieri (2 maggio 2026), ci sono state la cerimonia della deposizione dei fiori alla statua all'ombra della Fortezza, la processione da San Domenico a piazza del Campo con la reliquia del dito della santa e le celebrazioni nel cuore della Civitas Virginis alla presenza delle autorità civili, religiose e militari, delle Contrade e dei bambini delle 17 Consorelle, ognuno dei quali ha portato un giglio e ha meritato una carezza dal cardinale Augusto Paolo Lojudice.
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Questa mattina (3 giugno 2026) lo scenario si è spostato alla Casa-Santuario della santa, in Fontebranda, dove si è più volte ribadito quanto il suo messaggio sia ancora attuale in un tempo in cui “la pace non può essere solo proclamata ma costruita”. Il cardinale Lojudice ha richiamato una responsabilità concreta: “Senza giustizia non c’è pace” e “se manca la pace viene meno il presupposto della crescita sociale e morale”. Caterina, “messaggera di pace tra i potenti”, esortava alla giustizia e alla temperanza, e oggi il suo richiamo “suona di un’attualità assordante”.
Il sindaco Nicoletta Fabio ha avvertito: “Il messaggio che Caterina ci ha consegnato è un patrimonio di tutti, ma viviamo in un’umanità smarrita”. Da qui l’invito ad “agire senza tornaconto personale”, distinguendo tra “alberi di vita, radicati nell’umiltà” e “alberi di morte, posti nella superbia”.
Il prefetto Valerio Massimo Romeo, in rappresentanza dello Stato ha sottolineato che Caterina mise al centro il bene comune: “Non mi pare che la guerra sia cosa così dolce. C’è qualcosa che lo sia più della pace? Certamente no”.
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