Abbadia San Salvatore
Omicidio Del Rio, prosegue il processo
Gli avvocati Riccardo Lottini di Grosseto e Alessio Bianchini di Arcidosso hanno rinunciato al loro mandato di difensori di Klojan Gjoni, uno dei tre incriminati per l’uccisione del corriere di borse di lusso amiatino Nicolas Del Rio, avvenuta nel maggio 2024. La mattina del 15 gennaio è stato nominato il nuovo avvocato d’ufficio, l’avvocatessa Maria Giovanna Nannetti, chiamata a subentrare nella fase finale del procedimento. L’avvocato Lottini, quando è stato contattato, ha dichiarato di aver spiegato all’interessato le ragioni che lo hanno indotto a lasciare l’incarico. E ha aggiunto: “La posizione dell’inquisito è molto delicata, ma spero vivamente che il nuovo avvocato possa aiutarlo”. La prossima udienza era già stata calendarizzata per giovedì 22 gennaio. Va inoltre ricordato che la Procura di Grosseto ha aperto un secondo fascicolo sul riciclaggio delle borse rubate a Del Rio.
La terribile vicenda
Secondo le ricostruzioni investigative, il corriere amiatino finì vittima dell’imboscata dei tre stranieri, venendo rapinato, rapito e segregato in una casa della zona, per venire infine ucciso tramite soffocamento, con un cavo elettrico. Il suo corpo fu avvolto in un lenzuolo e gettato in un pozzo, nascosto sotto pietre e piante. Davanti ai giudici, accusati di omicidio, rapina, sequestro di persona, occultamento di cadavere e incendio, ci sono tre persone, Klodjan Gjony, Emre Kaia e Ozgur Bozkurt.
Cosa è successo nell'ultima udienza
In aula è comparso Klodjan Gjoni, detenuto nel carcere romano di Regina Coeli, che nell’udienza dell’11 dicembre scorso aveva rifiutato di presentarsi. La sua deposizione, durata oltre tre ore, è stata segnata da un racconto a tratti drammatico e da parole di scuse rivolte al padre di Nicolas, Eduardo Aguero, presente come sempre in aula con un dolore composto. Gjoni ha sostenuto che l’uccisione non rientrasse nei piani: il corriere, che trasportava borse griffate per un valore di circa 500 mila euro, non doveva essere ammazzato. Secondo la sua versione, l’idea iniziale era quella di lasciarlo legato in un bosco; sarebbe stato invece Ozgur Bozkurt a cambiare strategia, decidendo di rilasciarlo solo dopo la vendita delle borse.
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