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Abbadia San Salvatore

Omicidio di Nicolas Del Rio: scambio di accuse in aula tra gli imputati

Il padre del corriere ucciso: "Non hanno il coraggio di dire la verità e non li perdono"

Mariella Baccheschi

15 Gennaio 2026, 12:43

nicolas del rio ucciso

Nuova udienza ieri (14 gennaio 2026) davanti alla Corte d’Assise di Grosseto per il processo sull’omicidio di Nicolas Del Rio, il corriere quarantenne ucciso il 22 maggio 2024 mentre trasportava borse di lusso tra laboratori dell’Amiata. In aula è comparso Klodjan Gjoni, detenuto nel carcere romano di Regina Coeli, che nell’udienza dell’11 dicembre scorso aveva rifiutato di presentarsi. La sua deposizione, durata oltre tre ore, è stata segnata da un racconto a tratti drammatico e da parole di scuse rivolte al padre di Nicolas, Eduardo Aguero, presente come sempre in aula con un dolore composto. Gjoni ha sostenuto che l’uccisione non rientrasse nei piani: il corriere, che trasportava borse griffate per un valore di circa 500 mila euro, non doveva essere ammazzato. Secondo la sua versione, l’idea iniziale era quella di lasciarlo legato in un bosco; sarebbe stato invece Ozgur Bozkurt a cambiare strategia, decidendo di rilasciarlo solo dopo la vendita delle borse.

Nicolas venne così nascosto nella soffitta di una villa, senza cibo. Gjoni ha raccontato di avergli portato solo una bottiglietta d’acqua il secondo giorno. "Mi diceva: lasciami andare, non dirò niente. Questa sarà la mia condanna per tutta la vita, non aver avuto il coraggio di liberarlo", ha detto in aula. A far saltare i piani, sempre secondo Gjoni, fu il clamore mediatico per la scomparsa del corriere. La mattina del 24 maggio lui e Bozkurt tornarono nella villa e lì, secondo il racconto dell’imputato albanese, Bozkurt avrebbe ucciso Nicolas, che si era nel frattempo slegato.

Una versione contestata dai pubblici ministeri, che hanno mostrato la foto del cadavere, ritrovato a giugno nel pozzo della villa. Quando è stato il turno di Bozkurt, la ricostruzione è cambiata: sarebbe stato Gjoni a uccidere Nicolas perché lo aveva visto in volto. Al termine dell’udienza il padre della vittima ha commentato: "Non sono capaci di dire la verità. Io sono cattolico, ma non li perdono".

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