Il caso
Il magazzino chiude, 56 famiglie nel baratro
La vertenza sul magazzino Acqua&Sapone (Logimer) di Piancastagnaio tiene tutti col fiato sospeso dopo che il gruppo Cesar, che ha acquisito l’azienda con una operazione di “fusione per incorporazione”, ha dichiarato di voler chiudere lo stabilimento di Casa del Corto. Nella struttura lavorano ben 56 persone e una decisione del genere va a pesare sul destino delle famiglie e sulla tenuta economica e sociale di un territorio che comprende anche i comuni di Abbadia San Salvatore, Radicofani e l’alto Lazio e che è già economicamente fragile e periferico.
Il mantenimento di tale polo logistico non rientra nelle strategie del nuovo gruppo imprenditoriale, che ha manifestato ripetutamente la volontà di dismettere il sito e sta operando altre scelte. I lavoratori, però, hanno reagito immediatamente, sostenuti dalle organizzazioni sindacali (Filcam Cgil, Filcams Cisl e Uiltuc Toscana), che hanno proclamato lo stato di agitazione con un primo pacchetto di 16 ore di sciopero, dalle istituzioni locali e dalla Regione Toscana, che ha coinvolto il consigliere delegato Valerio Fabiani, il quale ha aperto con tempestività un tavolo di salvaguardia sulla Logimer. Il calendario degli incontri anche per i prossimi giorni è molto fitto.
Giovedì si è tenuto il terzo e definitivo incontro del tavolo sindacale nazionale, prossimamente è previsto l’incontro istituzionale con azienda, sindacato, regione e comuni, da tenere a Piancastagnaio, mentre per lunedì mattina alle 10, è stata indetta una assemblea dei lavoratori per fare il punto e organizzare nuove iniziative. Intanto ieri la Regione e la Cesar si sono confrontate a Firenze, ma senza la presenza dei sindacati.
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