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Siena

Scontro sulle assunzioni, i direttori insorgono: "L'Aous non finanzia l'Università ma investe sulla salute"

L'appello dei professionisti: "Basta contrapposizioni, siamo un unico progetto. L'integrazione non si tocca"

Marco Decandia

23 Gennaio 2026, 07:00

dottori di spalle in ospedale finti ai ia

Negli ultimi giorni il confronto pubblico sulle assunzioni di personale universitario finanziate con risorse dell’Azienda ospedaliero-universitaria senese ha assunto toni accesi. A tal riguardo, i direttori di alcuni dipartimenti sono intervenuti nel dibattito per chiarire una vicenda che rischia "di semplificare una realtà complessa e articolata". Si tratta di Serafina Valente (Cardio-toraco-vascolare), Salvatore Grosso (Donna e bambini), Sabino Scolletta (Emergenza-urgenza), Michele Maio (oncologia), Andrea Fagiolini (Salute mentale e organi di senso e Scienze neurologiche e motorie), Gabriele Barbanti (Scienze chirurgiche), Elena Bargagli (Scienze mediche), Marcello Fiorini (Ematologia e Medicina di laboratorio), Simone Grandini (Biotecnologie mediche), Bruno Frediani (Medicina, chirurgia e neuroscienze) e Antonella Naldini (Medicina molecolare e dello sviluppo).

"Come professionisti impegnati quotidianamente nella cura dei pazienti - spiegano - sentiamo il dovere di richiamare il valore istituzionale di queste scelte e il loro significato concreto per la qualità dell’assistenza e per i cittadini. Le Aziende ospedaliero-universitarie non sono ospedali ordinari, ma strutture ad alta integrazione, fondate su tre pilastri inscindibili: assistenza, didattica e ricerca. È questo che consente di garantire elevata complessità clinica, innovazione continua e formazione dei professionisti di domani. Valutare le politiche del personale come se si trattasse di realtà esclusivamente assistenziali rappresenta un errore che rischia di indebolire l’intero sistema. Quando una Aou investe in ruoli universitari, non finanzia l’Università, ma investe sull’ospedale. È una pratica consolidata da oltre un decennio, che non sottrae risorse ad altre assunzioni, ma permette di rafforzare competenze altamente specialistiche, migliorare la gestione della complessità clinica e garantire lo sviluppo delle Scuole di specializzazione, infrastruttura strategica del Servizio sanitario. Gli specializzandi rappresentano la principale filiera di reclutamento futuro e una componente essenziale del funzionamento dei reparti. All’Aous operano 806 medici specializzandi, in 34 Scuole di specializzazione, interamente retribuiti dal Ministero dell’Università e della Ricerca: una risorsa imprescindibile per l’ospedale e per i pazienti. Ricerca e innovazione non sono un lusso, ma una leva fondamentale per migliorare le cure, attrarre risorse e ridurre la mobilità passiva. Le carenze di organico si affrontano con programmazione e investimenti, non con contrapposizioni tra ospedalieri e universitari, che sono parte di un unico progetto. Difendere l’integrazione dell’Aou significa tutelare la qualità dell’assistenza e garantire, oggi e domani, il diritto alla salute".

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