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Siena

Cresce l’indennizzo per Paycare. E si potrà andare a lavorare a Livorno

La cifra offerta è di 38 mila euro lordi. L’azienda apre al trasferimento in Konecta

Gennaro Groppa

30 Gennaio 2026, 05:45

lavoratori Paycare

Sono emerse novità nell’incontro che i sindacati hanno effettuato ieri con l’azienda per la vertenza Paycare. L’indennizzo per i lavoratori è cresciuto fino a 38 mila euro lordi e ai dipendenti viene data la possibilità di rimanere a lavorare in altre sedi della casa madre Konecta, quindi a Livorno o in altre città italiane, passando però dal contratto metalmeccanico a quello delle telecomunicazioni. L’incontro di ieri ha prodotto dei risultati, che adesso i lavoratori sono chiamati a discutere e ad approvare (o meno) in un’assemblea che è programmata per la giornata di lunedì. I problemi non vengono risolti, ma si cercano soluzioni che possano risultare valide per i lavoratori. Sono rimasti in 35 i dipendenti della Paycare a Monteriggioni, che rientrano in questa vertenza insieme ai 18 della sede di Sesto Fiorentino. Secondo quanto discusso ieri dall’azienda con i sindacati, avranno tempo fino a marzo per accettare o meno i 38 mila euro lordi di indennizzo, poi potranno comunque percepire la cassa integrazione fino a dicembre. Avranno anche l’opportunità di andare a lavorare in altre sedi Konecta: la più vicina è a Livorno. Ma lo faranno con un altro contratto.

“Io credo che l’azienda potesse e dovesse fare di più - dichiara Daniela Miniero, segretaria generale della Fiom Cgil di Siena. - Serviva uno sforzo maggiore. In realtà negli ultimi anni Paycare non ha mai mostrato una reale volontà di portare nuove commesse e di rimanere a Monteriggioni. Ora ai lavoratori viene offerto un indennizzo oppure la possibilità di andare a lavorare altrove ma con una paga minore: credo che questa possibilità sia poco percorribile”. Il passaggio a Konecta si realizzerebbe con un 60% di ore di lavoro in presenza e un 40% di smart. “Su questo punto - afferma Giuseppe Cesarano, segretario generale della Fim Cisl di Siena - abbiamo evidenziato la necessità di migliorare le condizioni, ma l’azienda non ha aperto all’ipotesi di lavoro da remoto o telelavoro”.

Ieri mattina la vertenza Paycare è stata anche discussa in consiglio comunale, a seguito di una interrogazione presentata da Lorenza Bondi e Marco Falorni del gruppo Forza Italia-Udc. “Questa crisi non nasce oggi - ha detto il sindaco di Siena, Nicoletta Fabio. - Dodici mesi di ammortizzatori, se non agganciati presto a opportunità concrete, rischiano di trasformarsi solo in un ‘parcheggio’. Porteremo avanti una interlocuzione costante con il Governo nazionale, perché quando si parla di crisi industriali e occupazionali il livello nazionale può aiutarci con strumenti concreti”.

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