Siena
Lavoratori Paycare, cresce la tensione
PayCare ha avviato le operazioni per la chiusura del sito di Monteriggioni, ma la partita per il futuro per le decine di lavoratori che erano occupati dall’azienda è ancora aperta. Oggi in Regione si è svolto un importante incontro, tra rappresentanti regionali, azienda e sindacati, per la sottoscrizione di un patto sulle politiche attive per il territorio senese, propedeutico all’accordo di cassa integrazione sottoscritto con il Ministero dello Sviluppo Economico lo scorso 13 gennaio. Un passaggio comunque cruciale in una vicenda senza vincitori. "Ho voluto essere qui oggi per significare ancora una volta l'interesse e il ruolo della Regione. In una situazione difficile, come questa, interveniamo con gli strumenti che abbiamo costruito alla luce dell'esperienza dei tavoli di crisi e nel confronto con tutti i protagonisti, a cominciare dalle organizzazioni sindacali", dichiara Valerio Fabiani.
“Abbiamo già ribadito all’azienda che aspettiamo la fase due - spiega Giuseppe Cesarano, segretario della Fim Cisl di Siena -, quindi quanto già anticipato al Ministero: ci sarà l’incentivo all’esodo su base volontaria per chi lo vorrà con passaggio a Konecta. Soprattutto dobbiamo accompagnare questi lavoratori in una crisi territoriale di settore con i sindacati e le istituzioni. Dobbiamo lavorare sul territorio e soprattutto sull'anticipo della cassa integrazione, che a livello ministeriale non è prevista ma è un impegno che si è preso l’azienda. Condiviso il quadro di riferimento e gli obiettivi operativi. Si avvia ora la fase due, finalizzata alla definizione dell’accordo territoriale e delle modalità di attuazione”.
I lavoratori si troveranno così di fronte a una scelta: “L’incontro di ieri - afferma Daniela Miniero, segretaria della Fiom Cgil di Siena - riguardava un aspetto procedurale a corredo della domanda di cassa integrazione per cessazione che è stata presentata dall'azienda. Abbiamo ribadito che vanno assolutamente blindate le tutele dell'anticipo di cassa integrazione per i lavoratori e, soprattutto, la possibilità di tracciare dei criteri, così come proposto dall'azienda, per un'eventuale ricollocazione all'interno del gruppo. Ma lasciamo anche un'alternativa per chi vuole andare via, con un incentivo all'esodo più generoso rispetto a quelli dati in passato”. Sicuramente un aiuto in più per i lavoratori che, dopo una lunga vertenza, si sono ritrovati in una situazione davvero drammatica. Resta però il fatto che per decine di famiglie e per l’intera comunità di Monteriggioni la chiusura di PayCare rappresenta una ferita molto grave che sarà difficile rimarginare.
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