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Siena

Paycare, i sindacati vanno all'attacco: "Ora l'azienda paghi un risarcimento danni"

Tra pochi giorni la firma dell’accordo per gli ammortizzatori sociali. Chiesto un tavolo con le istituzioni locali per ricollocare i lavoratori

Gennaro Groppa

06 Gennaio 2026, 07:23

Paycare

Lavoratori Paycare, cresce la tensione

La vicenda della Paycare, che è stata per lungo tempo una ferita aperta nel contesto occupazionale e lavorativo del territorio, si è chiusa nel modo peggiore possibile: la multinazionale spagnola Konnecta ha deciso di chiudere i siti presenti nel territorio senese e toscano, i 33 dipendenti che erano rimasti perderanno così il loro posto di lavoro. Rimane comunque da pianificare l’uscita di questi lavoratori, con i sindacati che sono in azione per cercare di aiutarli a trovare una nuova sistemazione e occupazione. Le sigle andranno al ministero per siglare l’accordo sugli ammortizzatori sociali, che avranno la durata di un anno, per i 33 dipendenti Paycare: l’appuntamento è previsto per la metà di questo mese di gennaio. Ma i sindacati vogliono andare oltre: perché la crisi del sito senese non è una difficoltà isolata, quanto l’ennesima crepa che si apre nel settore dei call center.

Per questo motivo i sindacati chiedono al governo l’attivazione di un tavolo ministeriale per l’intero settore lavorativo. Afferma Daniela Miniero, segretaria generale della Fiom Cgil di Siena: “È un intero settore che sta vivendo una grande crisi - dice la sindacalista. - Una tipologia di lavoro, mi riferisco a quella dei call center, vive difficoltà a causa anche dell’avvento dell’intelligenza artificiale, che rischia di prendere il posto e di sostituire i lavoratori. In più accade che le multinazionali che operano in questo settore si spostano in territori nei quali c’è una marginalità e dove il costo del lavoro è inferiore”. Poi c’è la situazione senese: “A Siena - dichiara Miniero - c’è un’aggravante in più, dato che l’intero territorio vive un momento molto delicato, nel quale si inserisce la situazione dei 33 lavoratori della Paycare, che vanno riqualificati e poi sostenuti affinché ritrovino un’occupazione. Crediamo che sia necessario un tavolo ministeriale per parlare delle criticità del settore, così come sul territorio abbiamo chiesto un tavolo a Provincia, Regione, Comuni e Confindustria per trovare una sistemazione ai 33 dipendenti Paycare. All’azienda chiederemo incentivi e un’indennità di buonuscita”.

Giuseppe Cesarano, segretario generale della Fim Cisl di Siena, quantifica questa richiesta: “A Paycare - dichiara - chiederemo un risarcimento danno di circa 50 mila euro per ciascun dipendente che perde il posto di lavoro”. “Il tavolo ministeriale che chiediamo di attivare per il settore dei call center - dice ancora Cesarano - è importante per monitorare un’area che sta incontrando grandi difficoltà. Paycare ha vissuto cinque anni di cassa integrazione. Le crisi Beko e Paycare vanno considerate assieme, e si deve lavorare sulle politiche attive”.

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