Siena
I lavoratori di PayCare hanno detto sì alla bozza di accordo, da ritoccare però con alcune modifiche comunque rilevanti, che era stata predisposta nell’incontro dello scorso giovedì tra l’azienda e i sindacati. Il percorso dunque può proseguire, con un nuovo incontro che le organizzazioni dei lavoratori potranno a questo punto avere nei prossimi giorni con l’azienda per andare a definire l’intesa definitiva.
Il segretario generale della Fim Cisl di Siena, Giuseppe Cesarano, parla tuttavia della richiesta di “importanti modifiche” rispetto alla prima bozza di accordo. Il quale prevede una buonuscita di 38 mila euro per i dipendenti che decideranno entro la fine di marzo di lasciare il posto di lavoro ma che al contempo dà la possibilità a chi lo vorrà di essere “assorbito” nella casa madre di PayCare, ovvero Konecta, nella sede di Livorno. Sempre nella bozza di accordo anche la possibilità di fare smart working, fissata al 60% delle ore di lavoro. Viene però previsto un cambiamento importante, ovvero il passaggio per i lavoratori dal contratto metalmeccanico a quello delle telecomunicazioni.
Tra le modifiche richieste questa mattina nell’assemblea un aumento da 38 mila a 40 mila euro per le buonuscite, un incremento percentuale dello smart working e l’equiparazione dell’accordo tra i part time e i full time.
Sostanzialmente il mandato a tornare a parlare con l’azienda è arrivato. L’obiettivo è quello di arrivare all’accordo, poi i 35 dipendenti di PayCare rimasti nel sito di Monteriggioni faranno ognuno la propria scelta: ci sarà chi accetterà la buonuscita e chi invece dirà di sì al trasferimento a Livorno, mantenendo il proprio posto di lavoro anche se in condizioni differenti rispetto a quelle conosciute fino a ora.
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