Siena
Prende sempre più corpo l’ipotesi spezzatino per lo stabilimento ex Beko di viale Toselli. Emergono comunque indiscrezioni positive dal lavoro in corso per individuare investitori che possano farsi carico dell’enorme stabilimento dove per decenni hanno trovato lavoro centinaia e centinaia di senesi. Ora la forza lavoro è composta da 158 persone, ex dipendenti Beko che seguono con apprensione questo percorso che dovrà portare ad avere nuovi gruppi industriali in viale Toselli.
Incontri effettuati
La notizia positiva riguarda incontri che sono stati effettuati con l’obiettivo di dare un futuro allo stabilimento. Centocinquantotto lavoratori sono tanti, e al momento pare assai arduo pensare di andare a trovare un grande gruppo che possa assorbire tutti questi ex dipendenti Beko. Tuttavia gli incontri sul tema della reindustrializzazione sono iniziati e sono stati effettuati con vari imprenditori che si sono detti interessati a entrare nella partita. Si tratterebbe di imprenditori non locali, operanti in vari e differenti settori, che avrebbero dato la loro disponibilità a proseguire nel discorso e nella trattativa. Le basi quindi sarebbero state poste, per un lavoro che prosegue day by day e che terminerà solamente quando il quadro sarà effettivamente e definitivamente completo. Lo scenario, però, sembra ora essere migliorato rispetto a quello di alcune settimane fa proprio perché è stato riscontrato interesse verso il sito produttivo di viale Toselli, nonostante tutte le criticità, strutturali e di logistica, esistenti. Mentre proseguono le operazioni di sgombero dello stabilimento viene intanto pianificato anche il successivo lavoro di bonifica del sito. E anche qui c’è una novità: a quanto pare sta prendendo corpo l’idea di andare a effettuare queste operazioni in vari momenti e con lotti differenti. Ciò potrebbe portare a una semplificazione delle operazioni e anche a una programmazione temporale delle operazioni da compiere.
Il Pd all’attacco
Nel frattempo il gruppo consiliare del Partito democratico torna ad attaccare, con un comunicato stampa nel quale i dem chiedono maggiore chiarezza su quello che è il lavoro che la società Sviluppo Industriale Siena sta effettuando: “Come consiglieri del gruppo Partito Democratico - si legge nella nota - abbiamo depositato un’interrogazione, a prima firma di Giulia Mazzarelli, per chiedere chiarezza sulla situazione dello stabilimento ex Beko di viale Toselli e sul percorso di reindustrializzazione dell’area. Come sappiamo, la produzione è definitivamente cessata il 28 novembre 2025, al termine di 58 anni di attività. Ad oggi sono rimasti 158 lavoratrici e lavoratori nel perimetro aziendale, in cassa integrazione a zero ore fino al 31 dicembre 2027, periodo entro il quale dovrebbe concretizzarsi il progetto di reindustrializzazione del sito”.
“Riteniamo necessario - proseguono i dem senesi - capire con maggiore precisione quale sia il ruolo e quale sia la strategia di Sviluppo Industriale Siena S.r.l., la società costituita da Invitalia e partecipata dal Comune di Siena con una quota del 20%, nata proprio con l’obiettivo di gestire il sito di viale Toselli, riqualificarlo dal punto di vista ambientale ed energetico e attrarre nuovi investitori. Chiediamo pertanto che il Consiglio comunale sia informato sul piano industriale della Newco, il budget previsto per il 2026 e lo stato delle interlocuzioni con eventuali soggetti interessati ad investire nell’area. Allo stesso tempo vogliamo capire come si preveda di chiudere l’esercizio 2026, se con un utile o con una perdita, se esistano accordi tra i soci che garantiscano al Comune di Siena un ruolo effettivo nelle decisioni della società e se il consiglio di amministrazione abbia conferito particolari deleghe o poteri ai singoli componenti”.
“La reindustrializzazione dell’area di viale Toselli - si chiude così la nota del Pd senese - non riguarda solo i 158 lavoratori oggi ancora nel perimetro aziendale. L’obiettivo dovrebbe puntare a garantire un’occupazione stabile almeno ai 299 lavoratori che erano stati inizialmente coinvolti dalla vertenza e, più in generale, rappresentare una vera opportunità per il rilancio dello sviluppo industriale della città. In un momento in cui Siena sta vivendo una fase difficile sul piano occupazionale, che riguarda il comparto manifatturiero ma non solo, il futuro di questo sito industriale costituisce un’occasione concreta per creare lavoro di qualità e rafforzare il tessuto produttivo del nostro territorio”.
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