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Le sfide della genetica

Metalupo: la scienza riporta in vita il predatore di Game of Thrones

Un'azienda statunitense ha estratto il dna dai fossili e ha creato tre cuccioli: una storia da Jurassic Park

Marco Decandia

08 Aprile 2025, 13:58

metalupo cucciolo

La Colossal Biosciences si proietta nel futuro con un balzo indietro di 10 mila anni. L’azienda pionieristica nel campo delle biotecnologie, ha annunciato con entusiasmo la nascita di tre esemplari di enocione, conosciuti anche come metalupo, una creatura estinta da millenni. I loro nomi? Romolo, Remo e Khaleesi. Questi cuccioli, frutto di una straordinaria combinazione di ingegneria genetica e tecnologia, segnano una svolta epocale non solo per la scienza, ma anche per la conservazione e per l’immaginario collettivo che da sempre ama le leggende.

L'annuncio è stato dato dagli stessi scienziati sul profilo ufficiale X (l'ex Twitter) insieme a un video con due lupetti che ululano. Impossibile poi non restare affascinati dalla coincidenza dei nomi della cucciolata: dai leggendari gemelli allevati dalla lupa capitolina all'omaggio a Daenerys Targaryen, la regina guerriera di Game of Thrones, simbolo di forza e determinazione. Insomma, grazie a un’incredibile manipolazione genetica e a un miracolo scientifico, è nata anche una vera e propria celebrazione della cultura pop.

Il metalupo, reso celebre proprio dalla saga scritta da George R.R. Martin e diventata un'acclamata serie tv, era un predatore maestoso che dominava il Nord America durante l’era glaciale, prima di scomparire circa 10 mila anni fa. Ora, grazie a un approccio scientifico che sembra uscito direttamente da Jurassic Park, questa creatura leggendaria è stata in qualche modo riportata alla vita. Ma non si tratta di una semplice clonazione: il ritorno è reso possibile dalla combinazione di genetica avanzata e tecnologia di editing che ha permesso di replicare i tratti distintivi dell’enocione partendo da antichi reperti fossili, da cui è stato estratto il Dna per ricostruire il genoma completo della specie. A quel punto, è stato utilizzato il lupo grigio, specie ancora esistente, per modificarne i geni e inserire 20 alterazioni specifiche. Ne sono usciti tre piccoli con caratteristiche fisiche incredibilmente simili ai progenitori estinti: un vero e proprio incontro tra scienza e leggenda.

Come insegna la letteratura legata a Jurassic Park, anche nella realtà questa impresa non è esente da controversie. Mentre molti applaudono il progresso, vedendo in questi cuccioli un’opportunità unica per la scienza e la conservazione, altri sollevano preoccupazioni etiche. Può davvero essere considerato “riportato in vita” un animale che è cresciuto in cattività, e non in un ecosistema naturale? E quali potrebbero essere le implicazioni di una reintroduzione di queste creature nel mondo moderno, potenzialmente destabilizzando gli equilibri ecologici? In attesa di sciogliere questi enigmi, Romolo, Remo e Khaleesi vivono in una struttura protetta nel Nord degli Stati Uniti, monitorati con attenzione dai ricercatori. Sebbene non siano destinati a essere rilasciati in natura, rappresentano un simbolo vivente del potere della scienza e della biotecnologia e sono diventati star virali sui social, con le loro foto e il suono dei loro ululati che hanno affascinato il mondo.

Colossal Biosciences oltretutto, non intende fermarsi e avrebbe già pronta la prossima sfida: “riportare in vita” il mammut lanoso e altre specie estinte.

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