Il caso
La residenza universitaria a San Prospero
Prosegue la battaglia del comitato spontaneo San Prospero per tenere alta l’attenzione sul destino della casa dello studente di San Prospero in via XXIV Maggio, la quale, in attesa dei necessari interventi di adeguamento sismico, è da tempo chiusa e immersa nel degrado. I cittadini da settimane si sono attivati per chiedere alla Regione Toscana e al Dsu di velocizzare i tempi per far partire le opere di riqualificazione propedeutiche alla riapertura della struttura che può ospitare fino a 155 studenti, ma che al momento giace abbandonata. Abitanti e commercianti segnalano problemi di crescente degrado come detto ma anche di sicurezza: c’è la paura e il rischio fondato che qualcuno possa introdurvisi e occupare lo stabile. Per questo è in corso una raccolta firme che ha superato quota 750 adesioni.
“La nostra richiesta è chiara – afferma il comitato - interventi concreti, progetti visibili e tempi certi, per salvare un patrimonio pubblico prezioso e restituire alla città una struttura capace di accogliere gli studenti e sostenere il diritto allo studio. Non lasceremo cadere nel dimenticatoio una vicenda che ci vede coinvolti da vicino, l’edificio continua a peggiorare e le promesse di intervento restano lettera morta”. Il timore è che col passare del tempo le condizioni dell’edificio possano peggiorare, tra umidità, infiltrazioni e deterioramento degli impianti “rendendo il recupero più costoso e complesso, avvicinando il rischio che l’immobile venga dichiarato non recuperabile”.
Quindi un potenziale mostro ecologico, ma a due passi dal centro cittadino. O un finale come quello della Mensa Bandini, “giudicata non più utilizzabile e poi alienata, perdendo così un’opportunità per la città e per gli studenti”. “Dopo le feste natalizie – fa sapere Giovanbattista Zona, del comitato – chiederemo un incontro al Comune, che non ha competenza specifica ma deve poter sollecitare chi di dovere a trovare una soluzione, e vogliamo anche incontrare il Dsu e le altre istituzioni”. Da par suo il Dsu ribadisce che al momento non ci sono i fondi regionali per approntare la progettazione, particolarmente costosa, e che si dovranno attendere le mosse della Regione che nel frattempo ha affrontato il cambio di giunta.
“La stima del costo dell’intervento di adeguamento strutturale sarà disponibile al completamento della progettazione – sottolinea il presidente dell’Azienda per il Diritto allo Studio Universitario della Toscana Marco Del Medico - anche se in via preliminare, per l’ottenimento della sola idoneità statica, si ipotizza la necessità di un investimento economico molto significativo al momento non previsto nel piano degli investimenti che andrà reperito attraverso il coinvolgimento della Regione Toscana con la quale verrà riattivata l’interlocuzione ora che è stato raggiunto il nuovo assetto istituzionale a seguito delle recenti elezioni”.
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