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Siena

Grandi edifici dal destino incerto, la città fa il pieno di contenitori vuoti: c'è una proposta

Cresce il numero delle cubature inutilizzate, mentre vari enti cercano nuovi spazi. L'ex assessore all'urbanistica Alessandro Vigni lancia l'idea: “Un tavolo di concertazione tra i soggetti coinvolti”

Claudio Coli

05 Gennaio 2026, 12:48

Sede bankitalia siena

L'ex sede Bankitalia a Siena

Il tema dei numerosi “contenitori” vuoti della città, ossia i grandi immobili rimasti senza destinazione, rimane centrale nella discussione politica a Siena. È incerto il destino di molti edifici dalle vaste cubature al momento senza destinazione, che rischiano di finire immersi nel degrado mentre sedi di enti e forze dell'ordine hanno un grande bisogno di nuovi spazi. Nelle ultime settimane ad esempio la guardia di finanza ha emesso un avviso pubblico per cercare locali, mentre si registrano dei passi in avanti per quanto riguarda la Questura, che aspetta da tempo di trasferirsi dall'angusto edificio di via del Castoro dopo l'ordine del giorno presentato alla Camera dal deputato Francesco Michelotti (Fdi).

Alessandro Vigni

La sede Inps in via Beccafumi

I potenziali “contenitori” non mancano: la vecchia sede della Banca d'Italia, la caserma di Santa Chiara ai Pispini, l'ex sede del Demanio a Vico Alto, la vecchia residenza universitaria di via del Porrione, quella di via XXIV Maggio, la vecchia caserma dei vigili del fuoco a Palazzo Diavoli, solo per dirne alcuni per cui si discute da tempo di possibili nuovi progetti di rilancio. E presto anche altri edifici potrebbero rimanere deserti, come la sede Inps in via Beccafumi, in gran parte vuota, la ex sede del centro elettrocontabile del Monte dei Paschi in Via Ricasoli, ormai usata solo da qualche decina di dipendenti. Pure Palazzo Franci, in via Garibaldi, ex sede della Sansedoni, è praticamente chiuso.

L'ex caserma dei vigili del fuoco in viale Cavour

C'è poi il capitolo Monte dei Paschi, che annovera numerosi edifici di sua proprietà, tra quelli indicati nel sito di Mps Immobiliare, da migliaia di metri quadri che potrebbero essere riutilizzati e rilanciati. Ed ecco che sulla questione arriva una proposta al Comune di Siena da parte di Alessandro Vigni, politico senese di lungo corso, già consigliere comunale, assessore all'urbanistica e candidato sindaco. Ovvero “allestire un tavolo di concertazione in cui tutti i soggetti pubblici e privati – sottolinea - interessati a risolvere i loro problemi o proprietari di importanti immobili, si confrontino e raggiungano un accordo per trovare una soluzione al fine di usare razionalmente il patrimonio immobiliare disponibile. A questo tavolo potrebbero essere chiamati la Questura, la guardia di finanza, la Banca d'Italia, l'agenzia del Demanio, l'azienda del Diritto allo studio universitario, le due Università, l'Azienda sanitaria locale, Siena casa, l'azienda dei Servizi alla persona, la Fondazione Monte dei Paschi di Siena, la Banca Monte dei Paschi di Siena, l'Inps, l'amministrazione provinciale e anche altri enti e soggetti privati”.

L'ex Ute a Vico Alto

Un'idea, secondo Vigni, utile all'amministrazione, per “dimostrare che esiste una capacità di governo in grado di programmare, a partire dal soddisfacimento di primari bisogni pubblici, la riconversione delle destinazioni d'uso ed il recupero ad una funzione utile di una quantità di immobili che Siena non può permettersi di lasciar andare in malora”. L'ex assessore cita l'esempio di Forlì dove, spiega, “è stato sottoscritto tra il Comune, l'agenzia del Demanio, il Ministero dell'Interno, l'Università di Bologna e la Regione Emilia Romagna un accordo per la rigenerazione del patrimonio immobiliare pubblico. Si potrebbe partire da questa esperienza per fare una cosa analoga? Altrimenti, se non ci si pone l'obiettivo della riqualificazione e del riuso del patrimonio immobiliare esistente, per lo più in mano al pubblico, di che Piano strutturale stiamo parlando? Tra i vari soggetti pubblici non dovrebbe essere impossibile trovare accordi economici ragionevoli per scambi reciprocamente convenienti”.

Vigni, in conclusione, suggerisce la possibilità, attraverso il supporto del Governo, di “riattivare i meccanismi della vecchia Legge speciale per Siena, anche rifinanziandola con una visione pluriennale”.

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