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Siena

Spacciava droga agli amici e all'ex: incastrato dalle chat, condanna per un 28enne

Il Tribunale di Siena dispone 1 anno e 2 mesi di pena, la ricostruzione

Claudio Coli

08 Gennaio 2026, 05:45

tribunale di Siena

Tribunale di Siena

Spaccio di droga ad amici e all'ex compagna: un 28enne residente a Siena è stato condannato dal tribunale a 1 anno e 2 mesi con pena sospesa, oltre che a una multa. Così ha deciso il giudice Alessandro Solivetti Flacchi, al termine del procedimento che si è concluso ieri mattina, alla riapertura delle aule dopo la pausa delle festività.

Secondo le accuse della Procura, il giovane aveva fornito a tutta una serie di persone a lui vicine dosi sia di cocaina che di hashish: il procedimento era nato a seguito di due distinti accertamenti eseguiti dalla Squadra mobile a suo carico risalenti al 2022, il primo a marzo, in via Biagio di Montluc, il secondo a novembre, in viale Armando Diaz, a seguito dei quali il 28enne era stato trovato in possesso di alcuni involucri contenenti sostanza stupefacente. Da un ulteriore controllo nella sua abitazione erano spuntati fuori altri oggetti atti al confezionamento delle dosi, tra cui un bilancino di precisione. Le successive indagini della Questura hanno posto l'attenzione sul contenuto del cellulare del giovane, da cui sono emersi indizi che facevano presagire lo smercio di sostanze, in particolare alcune chat, dove si registravano gli accordi per le cessioni di droga.

Francesco Paolo Ravenni, difensore dell'imputato

In aula, in proposito, ha riferito un investigatore della Mobile che ha seguito il caso, il quale ha spiegato come la polizia abbia ricostruito i movimenti del giovane. Sprovvisto di patente, si faceva accompagnare dai clienti nei pressi delle piazze di spaccio nei boschi del circondario dove recuperava le dosi da cedere. Lo stesso imputato – assistito dall'avvocato Francesco Paolo Ravenni – è stato esaminato in aula, spiegando che in quel periodo aveva effettuato delle cessioni di droga a causa di alcune difficoltà economiche e che lui stesso era un abituale consumatore, spesso in compagnia dei clienti, perlopiù amici e conoscenti. Un problema affrontato dal ragazzo con un periodo di tre mesi all'interno di una comunità terapeutica, dove ha in animo di tornare. “Prendevo lo stupefacente per me e anche per gli altri, mi facevo anticipare i soldi” ha spiegato al giudice.

La Procura al termine dell'istruttoria dibattimentale ha chiesto la condanna a 4 anni e 4 mesi e 20 mila euro di multa, mentre il legale difensore ha cercato di smontare le accuse spiegando che a suo dire “non c'è mai stata un'attività di spaccio professionale, le quantità erano modeste, le cessioni avvenivano in forma episodica e amicale, e non in forma commerciale”, ad amici che frequentava, anche all'ex compagna, con un consumo condiviso. Ascoltate tutte le istanze, dopo una breve camera di consiglio, il giudice ha emesso il suo verdetto: 1 anno e 2 mesi, col riconoscimento delle attenuanti generiche, e pena sospesa per la durata di cinque anni, oltre al pagamento di una multa.

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