Siena
Maurizio Montigiani
“Ho grande fiducia nel lavoro della commissione parlamentare d'inchiesta: sta seguendo la giusta strada”. Maurizio Montigiani si dice molto ottimista riguardo all’esito delle nuove indagini legate alla morte di David Rossi. Che hanno avuto una svolta, forse decisiva, con la perizia tecnica del Ris sulla caduta e sulle prove di tenuta del cinturino dell’orologio che portava al polso, arrivata alla conclusione che Rossi era appeso al balcone e qualcuno lo teneva per il polso prefigurando così, per la prima volta, l’ipotesi dell’omicidio. Montigiani, dipendente di Mps, è stato fra i protagonisti dell’ultima puntata de Lo Stato delle Cose su Rai3, parlando del giallo del numero 4099009 digitato sul cellulare di Rossi la sera della sua morte, e la eventuale corrispondenza con il numero di un certificato di deposito ordinario a tasso fisso al portatore, con scadenza 31 agosto 2013, rilasciato dalla filiale di Viadana dalla banca popolare di Puglia e Basilicata.
Una questione su cui è al lavoro la commissione guidata dal deputato Gianluca Vinci, per capire potenziali legami del caso col crimine organizzato. Montigiani ha in particolare spiegato in diretta tv di come gli “si sia accesa più di una lampadina” dopo aver fatto una semplice ricerca su Google di quel numero, “non poteva essere un conto corrente, scorrendo ho trovato un elenco di certificati al portatore pre dormienti”, ha specificato Montigiani, da sempre forte sostenitore della tesi omicidiaria.
“Quella del movente finanziario penso possa essere la pista corretta – aggiunge Montigiani – la commissione guidata Vinci si sta muovendo in modo pragmatico, con buona conoscenza del territorio. L’atto intimidatorio alla segretaria è il segno che sta prendendo la direzione giusta”. “La verità – ancora Montigiani – sta venendo fuori ed è chiara a chi vuole approfondirla”.
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