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Siena

Corruzione negli appalti pubblici, iniziato il processo, sei persone dal gup: cosa è successo in aula

Coinvolti due funzionari pubblici e quattro imprenditori, accuse di corruzione propria e rivelazione di atti d'ufficio: la Provincia si costituisce parte civile

Claudio Coli

14 Gennaio 2026, 09:13

Tribunale di Siena

Il Tribunale di Siena

E’ iniziata ieri al pian terreno del tribunale di Siena l’udienza preliminare sullo spinoso caso della presunta corruzione che ha riguardato una funzionaria della Provincia di Siena e alcuni imprenditori per alcuni affidamenti diretti di lavori pubblici di manutenzione stradale nell’area sud della provincia senese.

Sono sei i soggetti finiti davanti al gup Andrea Grandinetti, due funzionari pubblici, ovvero una 44enne dipendente della Provincia di Siena e un altro pubblico ufficiale, e quattro imprenditori, uno con sede a Castiglione d’Orcia (71 anni), due a Città della Pieve (Perugia) (53 e 40 anni) e uno a Viterbo (59 anni). Le accuse mosse sono di corruzione propria e rivelazione d’atti d’ufficio: secondo l’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza, la funzionaria – capo area viabilità della zona sud della Provincia senese – avrebbe incassato dalle ditte finite nel mirino 6 mila euro complessivi, in cambio dell’assegnazione degli appalti.

La presunta corruzione si legherebbe nello specifico a nove affidamenti diretti banditi dalla Provincia tra fine 2023 e 2024, tra cui il ripristino di attraversamenti stradali e il rifacimento di muri a secco ad Abbadia San Salvatore, oltre a interventi su pavimentazioni franate e piani viabili a Castiglione d’Orcia. All’esito delle indagini sono scattate varie misure cautelari, nel maggio scorso: per la funzionaria, obbligo di dimora nel comune di residenza, sospensione dall’esercizio della funzione pubblica per un anno e sei mesi, più il sequestro preventivo finalizzato alla confisca della somma corrispondente al prezzo della presunta corruzione.

La sede della Provincia di Siena

In udienza si è costituita parte civile la Provincia di Siena, che ha chiesto un risarcimento danni complessivo di oltre 100 mila euro, mentre cinque posizioni su sei hanno fatto richiesta di accesso ai riti alternativi. . Solo una posizione, legata a uno degli imprenditori, andrà avanti in udienza preliminare. Il processo è stato poi aggiornato a metà maggio.

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