Siena
Protesta iraniana in piazza del Duomo a Siena
Al cospetto del duomo si levano alte le grida a favore dello scià Pahalavi. I cittadini iraniani residenti a Siena e in Toscana si sono ritrovati per una manifestazione di denuncia delle atrocità commesse dal regime degli ayatollah. Una settantina i partecipanti. Molti di loro sono a volto coperto. La paura di ritorsioni da parte di chi sta sopprimendo nel sangue le rivolte non è minore della volontà di farsi sentire. Il coraggio a questi ragazzi - tutti giovani quelli scesi in strada - non manca. E va di pari passo con la preoccupazione per le sorti dei famigliari rimasti in Iran. Il blocco imposto dalle autorità alla connessione internet, ha interrotto le comunicazioni con la patria. Chi manifesta chiede coraggio anche alle istituzioni e ai cittadini italiani.
“Ho visto tante manifestazioni in nome della pace - racconta un ragazzo che abita nel Fiorentino ma ci tiene a rimanere anonimo -. Vorrei che allo stesso modo fosse denunciato quello che stiamo subendo. Non si può rimanere in silenzio di fronte a migliaia di morti”. Chi ha scelto pubblicamente di prendere posizione sono le due università senesi.
“Non possiamo restare indifferenti di fronte alla drammatica situazione che si è creata in Iran e alla conseguente e violenta repressione in atto”, hanno fatto sapere dall’ateneo guidato da Roberto Di Pietra. Canovaccio ribadito anche dall’Unistrasi: “Profonda solidarietà ai colleghi delle università dell’Iran e agli studenti che anche negli atenei stanno insorgendo contro un regime teocratico disumano e criminale”.
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