L'inchiesta
Antonio De Rensis, difensore di Stasi
Nuovo colpo di scena nel cold case di Garlasco, che dopo 18 anni continua a tenere banco nelle aule giudiziarie e nell'opinione pubblica. I legali di Alberto Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis replicano duramente alla perizia commissionata dalla famiglia di Chiara Poggi sugli accessi al computer dell'ex genero. L'analisi, che ipotizzava un accesso della giovane alla cartella "Militare" – contenente file pornografici esattamente alle 22:00:00 del 13 agosto 2007, viene bollata come "totalmente irrilevante". La difesa annuncia contromisure decise: un'indagine forense estesa anche al pc della vittima.

Chiara Poggi
La perizia Poggi e la replica della difesa Stasi
Settimana scorsa, la famiglia Poggi aveva reso pubbliche presunte "scoperte" sul computer di Stasi, puntando l'indice su quell'accesso alla cartella "Militare" attribuito a Chiara. Un orario sospetto, secondo gli inquirenti familiari, che sembrava contraddire la ricostruzione dei fatti. Ma i difensori non ci stanno: "Il dato è irrilevante, vista la solida relazione tra Alberto e Chiara, nota a tutti", si legge nella nota ufficiale. "Va preso con cautela, come sanno i consulenti tecnici che lo hanno divulgato alla stampa".

Dario Redaelli, consulente dei Poggi
La difesa ha già incaricato un esperto informatico per "approfonditi accertamenti", focalizzati soprattutto sull'accesso al file della tesi di Stasi, ipotizzato tra le 22:09 e le 22:14. "Dai primi riscontri, il dato Poggi non è confermato, come già stabilito da una perizia precedente", aggiungono Bocellari e De Rensis. Al termine delle analisi, promettono "tutte le azioni necessarie per tutelare i diritti dell'assistito", inclusi depositi in sede giudiziaria.
L'estensione dell'analisi: il pc di Chiara Poggi nel mirino
Il passaggio clou arriva nella chiosa: "Estenderemo l'analisi forense anche al computer di Chiara Poggi, per tutto quanto di interesse". Un guanto di sfida diretto. "Se serve un incidente probatorio sulle nuove indagini, va fatto sul pc della vittima, non su quello di Stasi, non riprocessabile e già setacciato da decine di consulenze e due perizie, tutte agli atti".

L'avvocato Giada Bocellari
La mossa ribalta il tavolo: sposta l'attenzione dal dispositivo di Stasi – condannato in via definitiva per l'omicidio della fidanzata a quello della 26enne uccisa a coltellate nella villetta di famiglia. Un computer che, secondo la difesa, potrebbe rivelare dettagli inediti sugli ultimi istanti di vita di Chiara, forse chiarendo orari, attività online e connessioni con terzi.
La difesa di Stasi attacca
Giada Bocellari, che col collega Antonio De Rensis difende Stasi, ha tuonato paventando un accanimento nei confronti del loro cliente. La stoccata è ai legali della famiglia Poggi: "Assistiamo un continuo tentativo di ricerca, mediante pubblici annunci, di asserite nuove prove contro un condannato che in nessun caso potrà essere processato nuovamente".
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