Siena
tribunale di Siena
Non sembra essersi chiusa la vicenda che vede protagonista il 32enne straniero condannato per aver perseguitato gli ex datori di lavoro, e che reclama ormai da tempo alcuni oggetti spariti dal suo vecchio appartamento (in particolare un’attrezzatura da disc jockey).
Per aver più volte avvicinato in modo minaccioso una coppia titolare di un ristorante nel comune di Sovicille, chiedendo la restituzione dei suoi beni (spariti però dall’abitazione di proprietà di altre persone) l’uomo era stato condannato a 8 mesi di pena. Un verdetto non accettato tanto che aveva dato in escandescenza in aula, inveendo contro il giudice Simone Spina e provando ad avvicinarsi a lui, fermato in tempo dagli agenti di Polizia penitenziaria presenti per un altro procedimento. Un fatto increscioso, “non mi era capitato in 34 anni di professione” ha ammesso il suo legale difensore in quel frangente.
Il ragazzo infatti negli ultimi giorni si è più volte presentato con fare aggressivo al tribunale di viale Franci, continuando a chiedere conto dei suoi oggetti spariti dopo il cambio di serratura dell’appartamento in cui viveva. In un’occasione, una decina di giorni fa, ha compiuto un vero blitz inoltrandosi nei corridoi del palazzo di giustizia, gridando e provocando paura e tensione tra gli addetti ai lavori impegnati in quel momento. È entrato anche in un’aula, durante un’udienza, alzando la voce. Alla fine la polizia giudiziaria è intervenuta e i poliziotti lo hanno fermato e calmato, pur ricevendo svariati insulti: nello zaino aveva un piccolo coltello.
Non è finita qui perché il ragazzo si è presentato altre volte, tra cui ieri mattina, costringendo gli addetti alla sicurezza a chiamare le forze dell’ordine o a bloccare il suo incedere verso aule e corridoi, con tutti i rischi del caso. Una situazione che genera non poca apprensione a chi lavora all’interno degli uffici.
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