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Siena

Arrestato ingiustamente, imprenditore pronto a chiedere un risarcimento milionario

Guido Pacchioni, coinvolto nel procedimento legato al caso degli appalti per l’accoglienza migranti, è pronto a passare al contrattacco dopo l'assoluzione con formula piena

Claudio Coli

27 Gennaio 2026, 06:03

migranti a Siena

Caso dell'accoglienza migranti, imprenditore ora chiede i danni

La difesa dell’imprenditore Guido Pacchioni, coinvolto nel procedimento legato al caso degli appalti per l’accoglienza migranti a Siena, è pronta a passare al contrattacco con una doppia richiesta di danni, a seguito dell’assoluzione in via definitiva, dopo 7 anni, ricevuta dall’impresario. A luglio 2025 infatti l’uomo, 81enne originario del bresciano ma residente nel Senese, ha ottenuto, al termine di un complesso iter giudiziario, l’assoluzione definitiva con formula piena. La Corte d’Appello di Firenze ha stabilito che “il fatto non sussiste”, ribaltando la condanna di primo grado del 2021 da oltre 4a nni e disponendo la revoca del sequestro da 2 milioni di euro.

Un primo successo, il legale di Pacchioni – l’avvocato Vincenzo Martucci – l’aveva riportata già in Cassazione, che aveva rimandato in Appello riaprendo la partita nel 2024. Una vittoria legale che chiude un capitolo iniziato nel 2018 e sfociato negli arresti domiciliari (l’uomo era accusato di turbativa d'asta, auto-riciclaggio e calunnia).

Tutto nacque da un blitz della Guardia di Finanza: le società Cassiopea e Gabriella furono escluse dalle gare prefettizie legate all’accoglienza migranti per la presunta unicità di un centro decisionale, riconducibile a Pacchioni. Una vicenda rumorosa e discussa al tempo, sfociata in un lungo procedimento penale. L'imprenditore – già assolto in primo grado anche in altri procedimenti similari - finì ai domiciliari a maggio 2018, subendo poi anche dei sequestri e un iter lunghissimo. Ma il percorso in tribunale ha dimostrato l’estraneità da ogni accusa a suo carico: ed ecco che la difesa dell’imprenditore vuole ora i danni. Sarà fatta istanza per l’ingiusta detenzione (durata alcuni mesi) un risarcimento per la perdita generata dalle aziende a seguito delle esclusioni forzate, la cui stima si aggira su svariati milioni di euro.

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