Siena
Ettore Bastianini
Il 25 gennaio 1967, a Sirmione, si spegneva Ettore Bastianini, uno dei più illustri figli di Siena e cittadino del mondo. Baritono dalla voce inconfondibile, Bastianini ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’opera lirica internazionale, unendo a un talento straordinario una profonda umanità che ancora oggi continua a ispirare studiosi, artisti e appassionati.
Attraverso uno specifico decreto sindacale e per volontà del Comune di Siena, nasce il Comitato “Viva Bastianini”, costituito per custodire, valorizzare e tramandare la memoria umana e artistica del grande baritono senese. Il Comitato riunisce istituzioni culturali, realtà cittadine, studiosi e appassionati che si riconoscono nell’eredità di Ettore Bastianini e nella sua indissolubile relazione con la città di Siena. L’iniziativa nasce sulla scia del primo “Viva Bastianini!” Festival, tenutosi nei mesi di settembre e ottobre 2025, proposto e coordinato da Amat, che lo ha inserito all’interno delle attività artistiche accreditate dal Ministero della Cultura e dalla Regione Toscana. Si presenta dunque l’occasione di rafforzare ancor più una progettualità di lungo periodo in grado di creare a Siena un punto di riferimento internazionale, artistico e scientifico, intorno alla figura di Bastianini. Il Festival, che diventerà un appuntamento annuale, è stato realizzato insieme ai Teatri di Siena e al Direttore Vincenzo Bocciarelli, con la collaborazione dell’Unione Corale Senese “Ettore Bastianini” e della Contrada della Pantera.
Fanno parte del Comitato, oltre al Comune di Siena e Amat, la Contrada della Pantera, l’Unione Corale Senese “Ettore Bastianini” e il Gruppo dei “Custodi della Memoria” (Luisella Franchini, Valerio Lopane, Klara Mitsova, Maurizio Modugno, Claudio Mugnaini, Guglielmo Pianigiani, Andrea Tiribocchi, Marcello Vanni). Il Comitato è aperto anche alle eventuali adesioni degli attori del Polo Musicale Senese.
Tra le principali iniziative, il Comitato si farà promotore del Concorso Lirico Internazionale “Ettore Bastianini”, che sarà lanciato nel 2027, in occasione del sessantesimo anniversario della scomparsa dell’artista, oltre a ulteriori attività dedicate alla promozione e alla divulgazione della sua figura. Il Comitato rimarrà inoltre aperto ad accogliere e valutare proposte artistiche provenienti dalla città, dal territorio nazionale e dal contesto internazionale.
Chi era Ettore Bastianini
Ettore Bastianini (Siena, 24 settembre 1922 – Sirmione, 25 gennaio 1967) è stato uno dei più importanti baritoni italiani del Novecento, figura centrale della scena lirica tra gli anni Cinquanta e Sessanta, amato per la voce scura, potente e calda, nonché per una presenza scenica intensa e coinvolgente. Pur avendo una carriera relativamente breve, si impose come interprete di punta nei maggiori teatri del mondo, accanto a nomi leggendari come Maria Callas, Renata Tebaldi e Tito Gobbi.
Bastianini nacque a Siena, nella Contrada della Pantera, da una famiglia umile: figlio di madre sola, cresciuto in condizioni difficili, iniziò a lavorare da garzone di fornaio presso Gaetano Vanni, che fu tra i primi a riconoscere il suo talento vocale. Cantava già da adolescente nelle funzioni religiose della cattedrale senese e, dopo aver vinto un premio al Concorso nazionale di canto di Firenze nel 1942, poté finalmente dedicarsi allo studio del canto, pur interrotto per il servizio militare in aeronautica durante la Seconda guerra mondiale.
Il suo debutto pubblico avvenne come basso nel 1945, in un concerto a Siena, e poco dopo esordì in opera nel ruolo di Colline ne La bohème a Ravenna, iniziando una prima fase di carriera che lo portò a cantare in teatri italiani e a esibirsi anche in Egitto e in Sudamerica.
Nonostante qualche successo, Bastianini non si ritenne pienamente soddisfatto del proprio percorso come basso e, incoraggiato dal maestro Luciano Bettarini, decise di abbandonare le scene per alcuni mesi per studiare e ri‑adattare la voce al repertorio da baritono. La svolta decisiva avvenne nel 1952, quando debuttò come baritono nel ruolo di Giorgio Germont ne La traviata a Siena: l’accoglienza iniziale non fu entusiasta, ma dopo un breve periodo di ulteriore perfezionamento tornò sul palco con Rigoletto, ottenendo un trionfo che aprì la strada alla sua ascesa internazionale.
Da quel momento, la carriera di Bastianini divenne folgorante e intensa: nel giro di pochi anni si esibì nei teatri più prestigiosi, tra cui La Scala di Milano, il Metropolitan Opera di New York, la Wiener Staatsoper di Vienna, Covent Garden a Londra e il Festival di Salisburgo. Nel 1955 fu protagonista alla Scala nella celebre produzione viscontiana de La traviata con Maria Callas e la direzione di Carlo Maria Giulini, un evento che lo consacrò come uno dei baritoni di riferimento del melodramma verdiano e belcantistico.
Interpretò con grande successo ruoli come Conte di Luna in Il trovatore, Scarpia in Tosca, Rodrigo in Don Carlo, Enrico in Lucia di Lammermoor, Amonasro in Aida e Figaro ne Il barbiere di Siviglia, dimostrando una grande duttilità tra repertorio italiano, francese e russo. Alla Scala fu baritono principale in oltre venti opere diverse, confermando una presenza costante e di grande livello nel calendario del teatro milanese.
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