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Siena

Siena Jazz cresce ma gli spazi sono stretti. Mazzini: "Ci serve una nuova sede"

Lo statuto rivisto rafforza l'associazione che però abbisogna di rinnovati locali: "Abbiamo l'archivio storico più grande d'Europa"

Claudio Coli

30 Gennaio 2026, 06:01

Massimo Mazzini

Massimo Mazzini, presidente Siena Jazz

Un nuovo statuto revisionato e più forte e coerente per il Siena Jazz – Accademia nazionale del jazz. Le novità sono state approvate all’unanimità dal consiglio comunale di ieri, e riguardano l’adeguamento alle indicazioni della Regione, alla normativa del terzo settore e alla disciplina di selezione della figura del direttore artistico e didattico, nell’ottica di rafforzare il quadro organizzativo e gestionale.

Il nuovo statuto interviene, inoltre, sulla governance dell’associazione, aggiornando la composizione e le funzioni degli organi, con particolare riferimento al consiglio di amministrazione, al consiglio accademico e all’organo di controllo, rafforzando i meccanismi di trasparenza, controllo e partecipazione degli enti fondatori e delle componenti accademiche. “Un passaggio importante per consolidare il ruolo di una delle realtà culturali più significative della nostra città” commenta il vicesindaco Michele Capitani. “Un passo positivo, sono felice dell’unanimità del consiglio, tutta la città va nella stessa direzione” aggiunge il presidente Massimo Mazzini, che rivendica con orgoglio la vincita dei 415 mila euro del bando Synthesis, a un solo punto dal Maggio Musicale Fiorentino.

C’è però un rovescio della medaglia. Il Siena Jazz è un’eccellenza sempre più brillante del territorio ma bisognosa di nuovi spazi vitali per crescere ulteriormente. Una problematica da sempre attenzionata da Mazzini: “Gli spazi per noi sono ridotti, siamo stretti anche in sei in una stanza. Ne servono di nuovi anche solo per l’archivio storico che è il più importante d’Europa, arriva gente da tutto il mondo”. Il presidente apre anche alla possibilità di trasferimento in blocco in una nuova sede più grande, che dia la possibilità all’associazione di valorizzare tutto il suo potenziale. L’accademia spera di inserirsi nel risiko del rilancio dei tanti contenitori vuoti della città in cerca d’autore. Utilizzare un immobile più ampio in centro, con tutto ciò che ne consegue in termini di movimento degli studenti per l’economia cittadina, sarebbe un bene per la comunità. “Le interlocuzioni sono giornaliere, ma non è facile” ammette.

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