La posizione
Metal detector nelle scuole, fa discutere la proposta
Arriva la direttiva congiunta del Ministero dell’Istruzione e del Merito e del Ministero dell’Interno che punta a rafforzare prevenzione e controlli contro fenomeni di illegalità nelle scuole, come violenza tra studenti, bullismo, spaccio e possesso di armi, prevedendo controlli mirati, monitoraggio delle situazioni a rischio e, nei casi più gravi, l’impiego di metal detector e la presenza di Forze di Polizia negli Istituti.
A prendere posizione in merito è la FLC Cgil: "Pur riconoscendo l’importanza di garantire scuole sicure, crediamo che la sicurezza non possa ridursi a controlli e misure repressive, - sottolinea la sigla sindacale - i Dirigenti scolastici senesi, tra i quali prevale uno scetticismo realistico rispetto all’efficacia di queste misure, hanno già espresso preoccupazioni condivisibili: coordinare le azioni con i Prefetti richiede tempi, risorse economiche e formazione specifica, senza i quali rischia di diventare un adempimento formale privo di reale impatto. La FLC CGIL Siena condivide e sostiene pienamente questa visione, riconoscendo l’impegno quotidiano dei Dirigenti nel promuovere progetti concreti di prevenzione, educazione alla legalità e contrasto al disagio giovanile".
“Allo stesso tempo, controlli costanti e strumenti come i metal detector rischiano di trasformare gli Istituti in ambienti ‘militarizzati’, - prosegue il sindacato - alterando il clima educativo e rendendo gli studenti più diffidenti e meno liberi di esprimersi. L’azione preventiva non può quindi essere delegata esclusivamente a misure di sicurezza fisica: occorre un approccio integrato che includa supporto psicologico, educazione alla convivenza civile e interventi sociali mirati.”
“Evidenziamo inoltre il rischio di stigmatizzazione degli Istituti ‘a rischio’ con possibili effetti negativi sugli studenti, sulle famiglie e sull’intero territorio, – conclude la FLC CGIL di Siena - la sicurezza nelle scuole deve partire dall’educazione, dal sostegno ai ragazzi e dalla costruzione di comunità scolastiche inclusive e responsabili. Controlli e misure repressive, da soli, non bastano: servono interventi concreti, risorse adeguate, tempi ragionevoli e formazione del personale".
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