Chianciano Terme
tribunale di Siena
La Procura di Siena ha chiesto la condanna a 5 anni e 4 mesi per i due giovani schermidori italiani accusati di un presunto stupro di gruppo a danni di una schermitrice di origine messicana, che sarebbe avvenuto durante un raduno internazionale a Chianciano Terme, tra il 4 e 5 agosto 2023. La sentenza è prevista il 24 aprile.
Il procedimento, proseguito oggi nel corso di un'udienza durata sei ore, si tiene con il rito abbreviato, dinanzi al gup Andrea Grandinetti. L'istanza del pubblico ministero Serena Menicucci ha tenuto conto dell'esito positivo del percorso di giustizia riparativa affrontato dai due sportivi, con vittima aspecifica. Nel procedimento sono entrati come parti civili i familiari della giovane, al tempo dei presunti fatti minore, e il Comune di Chianciano Terme, che in caso di ottenimento di risarcimento destinerà la somma a favore di attività di associazioni culturali e sportive locali. In aula erano presenti i due sportivi sotto accusa. La difesa della vittima e dei familiari ha inoltre richiesto 200mila euro di risarcimento per la ragazza e 110mila euro per la madre, e 55mila euro di provvisionale per quest'ultima e di 100mila euro per la ragazza.
Le difese dei due atleti – in capo agli avvocati Enrico de Martino, Gian Paolo Del Sasso e Matteo Antonio Starace – hanno invece chiesto l'assoluzione, esprimendo dubbi sia sulla credibilità del racconto della ragazza che sul tema della revoca del consenso. La vittima, come riferito nella sua denuncia, avrebbe passato una serata in un locale con gli sportivi (durante un camp estivo) per ritrovarsi l'indomani nella stanza da letto dei ragazzi, con dei lividi addosso e tracce, rilevate nelle urine, di cannabinoidi.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy