Mercoledì 11 Febbraio 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

Chianciano Terme

Presunto abuso di gruppo sulla schermitrice, il legale: "Ci fu violenza, il suo racconto è credibile"

Dubbi sul percorso di giustizia riparativa fatto dai ragazzi. La vittima sarà in aula il 24 aprile

Claudio Coli

11 Febbraio 2026, 05:18

Luciano Guidarelli

L'avvocato Luciano Guidarelli

Cinque anni e quattro mesi: è la richiesta di condanna formulata dal pm Serena Menicucci per i due schermidori italiani, Lapo Jacopo Pucci ed Emanuele Nardella (20 e 22 anni all’epoca dei fatti), accusati di violenza sessuale di gruppo a danno di una collega sportiva, di origini messicane, che sarebbe avvenuto durante un raduno internazionale a Chianciano Terme, nella notte tra il 4 e il 5 agosto 2023.

L’istanza è giunta nel corso di un’udienza fiume di oltre sei ore al tribunale di Siena, dinanzi al gup Andrea Grandinetti, che dovrà giudicare i due giovani sotto accusa (presenti in aula) col rito abbreviato. Una richiesta, quella della Procura, che ha tenuto conto anche dell’esito positivo del percorso di giustizia riparativa affrontato nei mesi scorsi dai due ragazzi, con vittima aspecifica, di nome Ginevra (la presunta vittima non ha voluto partecipare).

In udienza ha discusso anche la difesa della giovane e della sua famiglia, parte civile insieme al Comune di Chianciano Terme. I legali hanno chiesto 200 mila euro di risarcimento per la ragazza e 110 mila euro per la madre, con una provvisionale del danno da 100 mila euro per la sportiva e di 55 mila euro per la madre.

Di contro le difese degli accusati – in capo agli avvocati Enrico de Martino, Gian Paolo Del Sasso e Matteo Antonio Starace – hanno chiesto l’assoluzione esprimendo dubbi sia in seno alla credibilità del racconto dei fatti della giovane che sul tema della revoca del consenso della giovane all’atto sessuale. Appuntamento dunque il 24 aprile quando dovrebbe essere presente anche la presunta vittima, che sarà coperta con un paravento per non incontrare lo sguardo dei due giovani. Dopo le eventuali repliche di pubblico ministero e parti civili, il tribunale emetterà il suo verdetto.

Ho insistito affinché venga confermata la sentenza – ha spiegato l’avvocato Luciano Guidarelli, che difende la ragazza insieme alla collega Elena Pellegrinie si valuti in modo equo quanto accaduto, rivedendo diversamente anche la giustizia riparativa. Ho dubbi sull’esito positivo con cui è stata conclusa, non c’è il programma su cui si è ragionato, non ci sono lettere di scusa, e di conclusione del programma, di sintesi, nei confronti della vittima aspecifica. La credibilità della vittima? Le sue dichiarazioni, come sottolineato dal pm, sono cristallizzate in incidente probatorio e coerenti – sottolinea - lei ha revocato il consenso che non c’era a prescindere, la violenza c’è stata”.

Un'udienza molto corposa - commenta invece l'avvocato Enrico De Martino - dove abbiamo registrati tutti gli elementi che depongono a favore dell'innocenza dei nostri clienti e a loro favore, è una vicenda molto delicata e al limite che riguarda ragazzi giovani, bisogna avere molto rispetto.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie