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Il caso

Sparirono 10mila euro dal caveau della banca: 8 mesi di condanna alla cassiera

Il tribunale giudica una dipendente colpevole di appropriazione indebita aggravata. Decisivo un filmato

Claudio Coli

16 Febbraio 2026, 19:48

Tribunale di Siena

Soldi spariti dal caveau della banca, condannata cassiera

Appropriazione indebita aggravata: con quest’accusa il Tribunale di Siena ha condannato questa mattina a 8 mesi una dipendente di banca, che prestava servizio in una filiale a Monteroni d'Arbia, accusata di aver sottratto del denaro dal caveau, per la precisione una somma di 10mila euro. La sentenza – che ha escluso l'aggravante del danno di rilevante entità - è giunta per mano del giudice Francesco Picardi, che ha valutato la posizione della donna col rito abbreviato, nell’ambito dell’udienza predibattimentale. Il verdetto è stato emanato al termine di una discussione a porte chiuse, nel corso della quale è stato ammesso il rito abbreviato secco richiesto dai difensori dell’accusata. Per quanto riguarda il risarcimento del danno, il giudice ha rimandato la definizione del quantum in sede civile, senza disporre una provvisionale subito esecutiva.

L’imputata, impiegata da 17 anni in filiale, era finita a processo al termine dell’inchiesta dei carabinieri a suo carico scattata nel 2023, anno ormai dal quale risulta sospesa dal suo incarico. Secondo la ricostruzione investigativa, dopo che un vigilante aveva consegnato del denaro da custodire nel caveau della banca, a seguito di una verifica sarebbe stato registrato l’ammanco per una decina di migliaia di euro. Gli accertamenti successivi hanno condotto alla figura della donna, che svolgeva la mansione di cassiera, in relazione al fatto che fosse in possesso delle chiavi del caveau, anche se l’imputata, affranta dopo la decisione del giudice, ha sempre negato ogni addebito. Nel processo è entrato un video della videosorveglianza interna alla banca (rimasto inizialmente fuori dal fascicolo del pm) che secondo l’accusa proverebbe i fatti, ma che i difensori della donna contestano, sostenendo che non immortalò chiaramente nessun reato.

A difendere la dipendente di banca in aula c'era l’avvocatessa Francesca Martini, la quale è pronta a proporre ricorso in Appello non appena lette le motivazioni attese entro 30 giorni. Come parte civile si è costituita la banca, rappresentata dall’avvocato Lorenzo De Martino.

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