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Il caso

Stato di agitazione per il personale dell'appalto pulizie degli uffici postali di Siena e provincia

FILCAMS CGIL e UIL Trasporti segnalano "gravi e reiterate irregolarità nella gestione del rapporto di lavoro e nella corresponsione delle spettanze retributive"

Caterina Iannaci

21 Febbraio 2026, 16:36

Ufficio postale

Lavoratori pulizie uffici postali, scatta lo stato di agitazione

Stato di agitazione per il personale della Miorelli Service Spa impiegato nell'appalto di pulizia presso gli uffici postali di Siena e provincia. A proclamarlo FILCAMS CGIL di Siena e UIL Trasporti Toscana di Siena.

“Tale decisione si rende necessaria a fronte di gravi e reiterate irregolarità nella gestione del rapporto di lavoro e nella corresponsione delle spettanze retributive – spiegano le organizzazioni sindacali – in particolare denunciano il mancato pagamento dei rimborsi chilometrici, ovvero riscontriamo l'omessa retribuzione delle spese di viaggio anticipate dalle maestranze per gli spostamenti tra i vari cantieri della provincia. Tale situazione è divenuta insostenibile poiché in molti casi l'anticipo delle spese vive per il carburante supera l'importo netto dello stipendio percepito, gravando inaccettabilmente sulle economie familiari”.

“Inoltre siamo davanti sia ad una mancata retribuzione del lavoro straordinario – proseguono le sigle – non risultano infatti correttamente liquidati i compensi dovuti per le prestazioni lavorative eccedenti l'orario contrattuale, sia alla violazione delle norme sul lavoro supplementare, cioè l’Azienda disattende quanto previsto dall'art. 6, comma 2 del D.lgs. 81/2015 e dagli accordi di settore, ovvero che le ore di lavoro supplementare devono essere incrementate dell'incidenza sugli istituti indiretti e differiti incluso il TFR, determinata convenzionalmente nella misura del 28%, calcolata sulla retribuzione base e da liquidarsi il mese successivo alla prestazione”.

“Per tutto questo le lavoratrici e i lavoratori della Miorelli Service S.p.A. si oppongono ad una gestione che calpesta i diritti minimi garantiti dal CCNL di categoria e dalla normativa vigente, - concludono FILCAMS CGIL e UIL Trasporti - è inaccettabile che il personale debba ‘finanziare’ l'attività d'impresa anticipando i rimborsi benzina (oltre l'usura dell'auto personale) che non vengono restituiti. Chiediamo quindi l'immediato ripristino della legalità contrattuale, il saldo di tutti gli arretrati relativi ai rimborsi chilometrici e la corretta applicazione delle maggiorazioni per il lavoro supplementare e straordinario. Qualora non pervenisse una convocazione urgente da parte della Direzione Aziendale volta a risolvere definitivamente le criticità esposte, ci riserveremo di intraprendere ogni iniziativa di mobilitazione e lotta sindacale consentita dalla legge, non escludendo il ricorso allo sciopero”.

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