Siena
Aru, il Comune prevede l'ampliamento
“L’amministrazione intende procedere in modo graduale e coordinato, assicurando che ogni fase di ampliamento delle Aru sia accompagnata da adeguate misure di supporto e da un costante dialogo con la cittadinanza, nella prospettiva di una mobilità urbana sempre più sostenibile, efficiente e inclusiva”.
Lo ha fatto sapere il vicesindaco e l’assessore alla mobilità e ai trasporti del Comune di Siena, Michele Capitani, rispondendo ieri all’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale dal consigliere Luca Micheli del gruppo Partito Democratico in merito allo stato di attuazione dell’ampliamento delle zone a rilevanza urbanistica (Aru) nella città di Siena.
“In coerenza con le strategie del piano urbano della mobilità sostenibile (Pums) – ha detto l’assessore Michele Capitani – integralmente recepite nel nuovo Piano strutturale in fase di conclusione, questa amministrazione conferma la propria volontà di procedere al completamento e alla progressiva estensione del sistema delle Aree a particolare rilevanza urbanistica (Aru), quale strumento di tutela della residenzialità e di regolazione della pressione veicolare nei quartieri esterni al centro storico. Le Aru rappresentano, infatti, uno strumento essenziale per garantire priorità di sosta ai residenti e riequilibrare l’uso dello spazio pubblico, riducendo l’aggressione delle auto nei quartieri periferici del centro storico. L’istituzione di nuove Aru comporta un necessario bilanciamento tra la tutela dei residenti e le esigenze di lavoratori, domiciliati e fruitori esterni”.
L'annuncio non ha soddisfatto Micheli, che ha risposto così: "Per prima cosa mi aspettavo una rilevazione precisa della situazione, non limitarsi a sapere quanti posti auto ci sono e quanti residenti. Questa amministrazione parla molto di potenziamento della mobilità sostenibile, ma il Pums è fermo da sei anni e non si è ancora portata avanti alcuna opera come i parcheggi scambiatori. Si parla di mobilità dolce, ma non sono definibili come tali le piste ciclabili definite semplicemente attraverso strisce che delimitano lo spazio per le biciclette su una strada. Le piste ciclabili sono fatte in maniera diversa, basta vedere, senza andare troppo lontano, quello che è stato fatto a Rapolano Terme".
"La verità è che sul tema traffico non è stato fatto nulla o pochissimo rispetto a quanto doveva essere fatto. Si continua a dire di voler aggiornare il Pums, ma tutto questo lavoro di aggiornamento fa perdere ulteriormente tempo: la realtà è che si prova a scrivere sempre un libro dei sogni che prima o poi vedrà la luce. Un altro esempio riguarda la sicurezza della mobilità: questa amministrazione invece che implementare gli attraversamenti pedonali rialzati, li ha tolti, come fatto davanti alla risalita di San Francesco, dove tale attraversamento, dopo l’asfaltatura, non esiste più. La sicurezza stradale passa anche da disincentivi per le auto e da incentivi per la mobilità dolce. Tutte queste azioni non sono state realizzate: quattro righe in terra non possono passare come pista ciclabile, una striscia non limita la pericolosità di una strada".
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