Siena
I lavoratori in appalto alla torre del Mangia, rappresentati da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, annunciano l'astensione dal lavoro se l'azienda appaltatrice, di concerto con il committente, decidesse di riaprire la struttura al pubblico nelle condizioni attuali. Di fatto dal giorno della tragedia di Miriam Oliviero, il 31 ottobre 2025, la struttura è rimasta chiusa al pubblico. La torre è al centro di interventi di manutenzione che rendono l'ambiente pericoloso: l'apertura esporrebbe i dipendenti dell'accoglienza e della sorveglianza al contatto con i cantieri aperti, in un contesto aggravato da elevata umidità e polvere generata dai lavori.
“Queste condizioni peggiorerebbero la qualità dell'aria, esponendo lavoratori e visitatori a rischi concreti e inaccettabili”, denunciano i sindacati in una nota congiunta. Preoccupazione massima per la mancanza del Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza, obbligatorio in presenza di più imprese nello stesso cantiere. Senza questo strumento, “la gestione delle interferenze tra i soggetti lavorativi manca di garanzie formali e sostanziali di sicurezza”.
Al riguardo il Comune resta in silenzio. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro formale all'amministrazione, ma non hanno ricevuto risposta. Chiedono di rinviare l'apertura al pubblico fino al termine dei lavori e alla messa in sicurezza della struttura, sollecitando il Comune a un tavolo di confronto urgente. Da Palazzo Pubblico al momento fanno sapere di non volere rispondere.
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