Siena
Il tribunale di Siena
“Se ti vedo con un altro uomo faccio saltare per aria la casa, non vedo l’ora di infilarti un coltello nella gola”. È uno dei messaggi minatori che un uomo italiano della provincia di Siena, recidivo e ora a processo per stalking e lesioni, avrebbe inviato alla sua ex, una ragazza di nazionalità cinese. La Procura di Siena ha chiesto per lui una condanna da 3 anni e 6 mesi: sopraffatto dalla gelosia e non accettando la volontà della ragazza di chiudere la relazione, secondo le accuse, fin dal gennaio 2025 gli avrebbe reso la vita impossibile, tra schiaffi e pugni arrivando addirittura a minacciarla di crearle problemi legati alla sua permanenza in Italia. Il tutto con l’aggravante della relazione affettiva con la vittima.
L’accusato, per i pm, poneva “condotte moleste, violente e persecutorie”, consistite in offese e minacce tramite telefonate, e contattava anche persone vicine alla ex per ottenere informazioni sulla sua vita quotidiana, recandosi presso i luoghi da lei frequentati per tentare di incontrarla, provocandole ansia e paura. Numerosi gli episodi contestati, avvenuti a Siena, tra cui uno spintone e una violenta presa al braccio dopo alcune discussioni per gelosia, una minaccia con un taglierino e la frase “se mi lasci ti ammazzo o mi ammazzo”.
Poi un “blitz dentro la casa della vittima” (a difenderla l'avvocato Claudia Bini) dove l’uomo l’avrebbe presa a schiaffi, dandole anche un pugno sul naso, e calci e altre botte mentre era a terra. Secondo la Procura l’uomo cercava costantemente il contatto con la ex, che nel frattempo l’aveva denunciato, e le inviavi numerosi messaggi, chiedendole di ritirare la querela e di tornare insieme. Ma fra questi comparivano anche pesanti offese sessiste e altre minacce: “Se vedo entrare un altro uomo nella mia casa la faccio saltare in aria” “non vedo l’ora di infilarti un coltello nella tua gola”. Non solo: l’accusato – difeso dall'avvocato Alessandro Betti e dal collega Gabriele Cresti - prometteva di “farle la guerra” causandole “problemi nel rimanere in Italia”, provocandole così stress e paura.
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