Martedì 10 Marzo 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

Il caso

Scontro Montanari-La Russa: social infuocati tra centinaia di commenti e fazioni contrapposte

Si alzano i toni di una campagna referendaria per la giustizia sempre più calda

Caterina Iannaci

10 Marzo 2026, 14:09

La Russa vs Montanari

La Russa vs Montanari: social scatenati

La querelle tra il rettore dell'Università per Stranieri e il presidente del Senato Ignazio La Russa ha generato una vera e propria bufera social: centinaia di commenti su Facebook, prese di posizioni e fazioni contrapposte. Tutto è partito dalle parole di Montanari - durante un convegno sul referendum a Firenze, col professore alfiere del no - che hanno acceso gli animi. Quell'appellativo di "bandito" affibbiato al presidente La Russa, al premier Meloni e al ministro Nordio, "che esula da qualsiasi argomentazione, finanche strumentale, ideologica o propagandistica" ha evidenziato la Russa, ha scatenato un putiferio facendo letteralmente insorgere la politica, fra richieste di scuse e promesse di querele (poi formalizzate).

Nessun passo indietro da parte del docente Unistrasi, il quale ha invece rivendicato la legittimità dell'uso "politico" del termine dicendosi pronto ad affrontare un eventuale "processo nella mia Firenze antifascista, vedremo se lo stesso La Russa si difenderà dietro la sua immunità parlamentare".

Tantissimi i commenti vergati sulle pagine social: in molti attaccano Montanari sostenendo la posizione di La Russa "intollerabili insulti gratuiti", "non si rende conto delle parole che ha pronunciato", "c'è differenza fra opinioni e insulti", nonché la necessità di dividere i ruoli "dovrebbe decidere tra fare il politico e il rettore". Ma c'è anche chi sostiene il rettore, "è un cittadino italiano e ha tutto il diritto di esprimersi, ce ne fossero di più come lui" e critica la reazione del presidente del Senato "grave che da una posizione di potere istituzionale si minacci querela", "non tollerano la critica".

Dietro tutto questo, il contesto caldissimo della campagna referendaria, che in vista del voto del 22 e 23 marzo si fa sempre più aspra e accesa e promette ulteriori scintille.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie