Siena
Francesco Giusti
Francesco Giusti è rimasto ligio al copione. Aveva chiesto di essere ascoltato dalla commissione d'inchiesta sulla morte di David Rossi per poter raccontare la propria versione della storia. “Io sono stato tirato in causa, in data 18 novembre, dalla signora Giovanna Ricci durante una testimonianza in Commissione” e “mi sembrava giusto dire la verità: assolutamente io non sono la persona che Ricci dice apparire nel vicolo di Monte Pio qualche minuto dopo la caduta di David Rossi dalla finestra dell'ufficio”. Niente di nuovo sotto il sole, perché Giusti anche al di fuori della seduta della commissione, ha sempre dichiarato la propria estraneità. Come spiegato il presidente della commissione Gianluca Vinci, “non sono emerse dichiarazioni clamorose, ma una serie di elementi su cui lavorare: tempistiche, movimenti in centro, accessi alla Ztl, presenza di persone nella zona e contatti avuti subito dopo la notizia della morte di Rossi”.
Delineati via via da Giusti, lungo l'ora e mezzo di confronto. “La prima persona che ho contattato è stata Maurizio Montigiani, che allora era il candidato sindaco della Lega”, ha aggiunto il bancario. “Poi - ha proseguito - andai per il Corso e il mio massimo affaccio fu all'arco di via dei Rossi, lato via Banchi di Sopra, in un momento in cui in quell'area c'erano tantissime persone. Non sono quella persona che appare a un determinato orario molto prima”.
Giusti ha sostenuto, nel corso dell'audizione, di “non aver mai avuto, né per questioni interne alla banca né per questioni politiche, rapporti con David Rossi”. Quindi, alla richiesta di fornire una propria idea su come possa essere andata la vicenda, ha replicato: “Io rimango ai fatti, alle conclusioni all'inizio della magistratura e poi agli esiti della prima e seconda commissione parlamentare”.
I lavori della commissione d'inchiesta ora si fermeranno per una settimana. È probabile però che per vedere altro persone in audizione passerà ancora un po’ di tempo. “Credo che prima faremo degli approfondimenti di verifica sugli orari, sulle tempistiche e sul materiale video e informatico che è già in nostro possesso o che è comunque riscontrabile”, ha chiarito Vinci. A quel punto i commissari potrebbero ripartire da Montigiani, già sentito più volte, e dalle due persone citate da Giusti, l’ex blogger Carlo Regina e l’ex consigliere comunale Stefano Marzocchi. Chissà se saranno loro a rompere quel sistema di omertà che secondo Massimo Giletti vige a Siena.
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