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Lo scontro

Caso David Rossi, nuovi veleni. Vinci non ci sta: “Infangata l'intera commissione"

La polemica del presidente dei medici legali italiani: “Adesso basta abusare della nostra professione”

Aldo Tani

14 Marzo 2026, 05:44

Robbi Manghi

Robbi Manghi

Nuova bufera sul caso David Rossi, scatenata stavolta da una fonte inaspettata: la Federazione delle associazioni dei medici legali italiani. Nel mirino finisce Robbi Manghi, consulente della commissione d’inchiesta, accusato di non possedere i requisiti per definirsi medico legale. “È un gerontologo”, precisa l’ente in una nota del Consiglio direttivo presieduto da Arnaldo Migliorini, riferendosi all’audizione del 24 febbraio in cui Manghi aveva descritto ferite sul corpo di Rossi non riconducibili alla caduta dalla finestra dell’ufficio.

“Le verifiche confermano che è specialista in gerontologia e geriatria, un titolo che non abilita alla qualifica di medico legale”, si legge nel comunicato. La Federazione paragona l’errore a “chiedere un parere a un ginecologo su un caso cardiologico o a un otorinolaringoiatra per una questione ortopedica”. Migliorini rincara: “Non tolleriamo più sedicenti esperti in tv. Qui si tratta di un geriatra senza specializzazione medico-legale, che al massimo può scriverlo sulla carta intestata”. Pur precisando di non aver letto le carte sul caso Rossi e di voler difendere solo la professione – come i tre consulenti della prima commissione –, l’intervento ha provocato reazioni.

Il presidente della commissione, Gianluca Vinci, non ci sta e minaccia querela: “Stiamo valutando una denuncia per diffamazione. È stato infangato non solo il consulente, ma l’intera commissione. Ribadisco: il dottor Manghi è medico legale e titolato a esserlo”. Vinci definisce l’attacco “pretestuoso” e mirato a ostacolare i lavori. Migliorini non arretra: “Se mi dimostrano che ho torto, mi scuserò”.

A margine della polemica, Vinci annuncia audizioni imminenti. I tre esponenti Pd hanno chiesto di sentire gli autori delle consulenze medico-legali e tecnico-scientifiche della commissione precedente. “Lo volevo fare comunque, per confrontarle con i nuovi elementi probatori”, spiega Vinci. Il vicepresidente Emiliano Fossi aggiunge: “Riascoltarli arricchirà il quadro per proseguire con completezza”.

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