Arte
Presentata la mostra sugli 80 anni dal voto alle donne a Palazzo Sansedoni
Il 24 marzo 1946 a Siena, e in altri quasi seimila comuni, si tennero le prime elezioni amministrative dopo la caduta del Fascismo in cui le donne poterono votare ed avere possibilità di essere elette ed entrare nelle giunte comunali. Una prima volta che precedette lo storico referendum del 2 giugno: per festeggiare gli 80 anni da questa ricorrenza, che celebra il riconoscimento civile e politico del genere femminile, è stata presentata oggi la mostra “La libertà di scegliere. 80 anni dal primo voto alle donne”, in programma dal 24 marzo al 13 giugno 2026, nelle sale di Palazzo Sansedoni a Siena, sede della Fondazione Monte dei Paschi di Siena.
Un importante progetto voluto dall’assessorato alle pari opportunità del Comune di Siena in collaborazione con Violetti Arte Contemporanea, il main sponsor ChiantiBanca e col contributo di Pianigiani Rottami, Italcatene, Fratres territoriale Siena. Le opere, costruite in collaborazione con archivi pubblici e privati, scuole, associazioni, cittadine e cittadini, immortalano alcune donne protagoniste al tempo della rinascita civile – Vittoria Piccolomini Clementini Adami, Giorgina Giorgi Scalacci, Bruna Talluri, Ilia Coppi, Norma Soldi, Mara Meoni, Angelina Ciambellotti e Delia Meiattini - all’interno del loro contesto sociale dando spazio ad immagini che provengono dalla vita quotidiana, costruendo un dialogo tra passato e presente.
“Oggi – commenta l’assessore al sociale del Comune di Siena Micaela Papi - ricordare quella conquista non significa soltanto guardare al passato, ma interrogare anche il presente: la parità di genere e la piena partecipazione delle donne alla vita sociale, culturale e istituzionale restano infatti temi centrali per il futuro della comunità”. “Ospitare la mostra a Palazzo Sansedoni – aggiunge Carlo Rossi, presidente di Fondazione Mps, la cui mamma, come da lui raccontato, fu tra le votanti al tempo - significa valorizzare la memoria storica come leva di partecipazione, responsabilità collettiva per la crescita civile e culturale della comunità”. A curare l’esposizione sono stati Laura Bonelli, Francesco Savini ed Elena Violetti: “Nasce – evidenziano quest’ultimi - per ricordare e, al tempo stesso, interrogare quel momento cruciale, che segnò l’avvio di una ridefinizione profonda della cittadinanza e del ruolo delle donne nella società italiana”.
Orgoglio ed emozione da parte dell’artista, Antonella Cinelli, che ha lavorato con una particolare tecnica che prevede l’uso di acquaragia, lavora per sottrazione, facendo emergere dal fondo i ritratti. “Ho sentito il bisogno – ha dichiarato - di omaggiare le donne, con un lavoro corale, costruito passo dopo passo. Nei dipinti ho inserito anche i testi della Costituzione sulla parità di genere, in polvere metallica: parole dorate che appaiono e scompaiono”.
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