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Montigiani e Giusti con Roberta Rei de le Iene
Nella puntata del 18 marzo 2026 de Le Iene, l’inviata Roberta Rei torna sul caso della morte di David Rossi con un servizio che riapre interrogativi mai sopiti: Svolta David Rossi: chi è l'uomo nel vicolo?
Al centro dell’inchiesta c’è la figura ripresa alle 20,11 con un cellulare in mano, considerata dai pm Natalini e Marini come un semplice passante attirato dall’accaduto. Eppure, proprio questa interpretazione solleva una domanda cruciale lanciata dagli schermi di Italia 1: perché quell’uomo non è stato indagato, visto che i soccorsi sarebbero stati chiamati solo oltre mezz’ora più tardi? La legge parla chiaro sull’omissione di soccorso, configurandola come reato per chi non presta assistenza o non avvisa immediatamente le autorità davanti a una persona apparentemente priva di vita. E infatti, anni dopo, sarà la stessa procura di Siena a cambiare valutazione, indagando quel soggetto proprio per omissione di soccorso. Ma ormai il tempo aveva già compromesso elementi fondamentali: i tabulati telefonici delle celle della zona non erano più disponibili. Da qui il dubbio: non sarebbe stato necessario muoversi subito?
Il caso si arricchisce poi di un colpo di scena. A novembre Giovanna Ricci, ex vigilessa di Siena, dichiara davanti alla commissione d’inchiesta: "Siccome conosco molto bene Francesco Giusti, l'ho rivisto nelle movenze, soprattutto degli arti inferiori, perché ha un modo di muoversi e di camminare molto particolare". Il nome è quello di colui che, oltre che dipendente Mps, in quel periodo era anche segretario cittadino della Lega Nord. Inizialmente il riconoscimento appare fragile, più intuitivo che probatorio. Ma un ulteriore elemento riaccende i sospetti: una telefonata. Maurizio Montigiani, anche lui dipendente Mps e candidato sindaco per la Lega Nord all’epoca, racconta a Marco Occhipinti, autore de Le Iene: "Quando mi chiama Giusti, alle 20.42, o 44 o 45, mi dice che Rossi si è ammazzato. Noi non eravamo suoi amici, eravamo quei due leghisti che voleva tacitare". Un dettaglio che apre uno scenario interessante: come poteva Giusti sapere tutto così presto?

Rintracciato da Roberta Rei, Montigiani conferma con un ricordo vivido: "I miei figli erano ancora piccoli e si cenava alle 20. Alle 20,40, mentre raccoglievo le briciole dalla tovaglia, lui mi chiamò." Ma proprio quell’orario collide con la ricostruzione ufficiale: alle 20,45 i colleghi di Rossi scoprono la caduta e chiamano i soccorsi. Possibile che qualcuno fosse già a conoscenza della morte prima ancora che la notizia circolasse?
Giusti respinge le affermazioni della Ricci e contrattacca: "Ho presentato querela per calunnia contro questa dichiarazione, che fa ridere e va assolutamente evidenziato che arriva da una persona che continuamente scrive insulti a questa città e a privati cittadini. Stanno riaprendo il caso? Bene, è giusto. È un dovere della famiglia e di quelle che sono state le risultanze della Commissione". Quanto alla sua posizione quella sera, afferma: "Avevo altri impegni, di tipo sportivo. Ho appreso la notizia dalla pagina Facebook di Siena News. Ero a casa".
Anche i dettagli fisici entrano in gioco. Il Ris stima che l’uomo nel vicolo sia alto circa 1,72 metri, con un margine di errore di 1,2 centimetri. Misurato dall’inviata, Giusti risulta 1,67, mentre sulla carta d’identità figura 1,71. Lui stesso ironizza: "Ho barato un po'. Uno cerca sempre di migliorarsi.... Furbo, eh?!" Una discrepanza minima, ma sufficiente a mantenere il dubbio.
Resta però il nodo più intricato: quello del tempo. Secondo le verifiche della redazione di Mediaset, Siena News pubblica la notizia solo alle 23,11, ben oltre la presunta telefonata. E Montigiani, nuovamente davanti ai microfoni di Rei con Giusti presente, insiste: "Mi avvisò molto presto dicendomi che Rossi si era suicidato. Era prima delle 21, avevo appena finito di cenare". Ma a quell’ora, sottolinea la Iena, solo la figlia del manager, Carolina, e i due colleghi che hanno dato l'allarme erano a conoscenza dell’accaduto.
A complicare ulteriormente il quadro ci sono le dichiarazioni dello stesso ex segretario leghista, che in Commissione ha recentemente testimoniato di aver appreso la notizia "dopo le 22". Tre orari diversi, tre versioni incompatibili. Messo di nuovo alle strette, Giusti ammette: "Se Siena News l'ha pubblicato dopo le 23, allora il momento sarà quello perché io l'ho appreso dai social. E a quel punto ho chiamato Montigiani per dirglielo". E la telefonata intorno alle 21? "Non so nemmeno se l'ho fatta, non me lo ricordo. Sarà stata per parlare di qualcos'altro". Infine, alla domanda sul perché non abbia smentito la ricostruzione di Montigiani quando erano entrambi in presenza dei microfoni, risponde: "Perché lui stava parlando così bene, e volevo vedere quanto chiacchierava e che cosa diceva".
Il servizio si chiude lasciando aperta la prospettiva di un confronto diretto tra i due, e con Giusti che promette di comunicarne alle Iene l'esito. "Perché tanto lo sa che glielo chiederemo", lo avverte Rei.
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