Scienza
Gsk sede di Rosia
La domanda mondiale di vaccini è in crescita e Siena è pronta a diventare uno dei cuori della produzione. Dopo le uscite volontarie del personale (267 soggetti hanno lasciato col preference to leave), Gsk sta mettendo nero su bianco sull’annunciato maxi investimento da quasi 300 milioni sul sito produttivo di Rosia, polo d’eccellenza che impiega 1500 persone oltre a 500 dell’indotto, e che produce vaccini contro meningite, herpes zoster e virus respiratorio sinciziale. Le risorse servono per raddoppiare la produzione, passando da 60 a 130 milioni di dosi da distribuire nel mondo entro il 2030: è prevista una nuova linea di infialamento da 100 milioni di euro, che installata e in fase di test, può gestire sia siringhe che flaconi.
“L’investimento – ha detto a Il Sole 24 Ore Andrea D’Amato, responsabile del polo di Rosia – ci permette di fare un upgrade tecnologico, automatizzando il processo e rendendolo più sicuro. Siamo pronti a soddisfare la domanda mondiale di vaccini che è in aumento”. Nello specifico, sono i vaccini contro la meningite essere molto richiesti, “al ritmo del 20% l’anno”, evidenzia ancora al Sole 24 Ore Ennio De Gregorio, responsabile invece del polo di Siena che si occupa della ricerca e conta 700 dipendenti. Basti pensare all’allarme in atto in Gran Bretagna, dove a Kent è scoppiata un’epidemia senza precedenti di meningite con 20 casi segnalati. Un focolaio che rischia di espandersi anche in altri paesi europei.
Gli investimenti messi in campo renderanno Siena e Rosia un centro nevralgico della produzione mondiale. “Rosia è un’eccellenza su cui il gruppo ha deciso di puntare – concludono D’Amato e De Gregorio – una scelta frutto di un lavoro fatto negli anni, e non scontata, la selezione nelle multinazionali è feroce. Siena ha fatto valere la sinergia tra ricerca e produzione”.
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