Venerdì 20 Marzo 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

Il dibattito

Referendum giustizia, il giudice Giacomo Rocchi vota sì: "Sorteggio libera il Csm da pressioni indebite spesso ai limiti del penale"

Il presidente della prima sezione penale della corte di Cassazione protagonista a Siena dell'evento del coordinamento del sì: "L'autonomia dei magistrati sarà garantita"

Claudio Coli

20 Marzo 2026, 18:25

giudice Giacomo Rocchi

Il giudice Giacomo Rocchi

Anche fra giudici e magistrati c'è chi dice convintamente alla riforma della separazione delle carriere protagonista del referendum del 22-23 marzo. Uno di questi è il giudice Giacomo Rocchi, presidente della prima sezione penale della corte di Cassazione, protagonista ieri a Siena dell'incontro promosso dal coordinamento dei comitati senesi per il sì, al circolo la Tuberosa.

"Il numero dei magistrati che si sono esposti per il non è così basso, siamo circa 70, 80, mentre la quota di quelli che si sono esposti per il no a sua volta non è così alta. La maggior parte dei magistrati in realtà sta ben attenta a stare coperta e a non farsi vedere, nemmeno agli incontri, non si espone" ha premesso Rocchi, che spiega così il suo voto favorevole alla riforma. "Ho deciso di votare sì dopo aver letto la riforma, cosa che purtroppo molti sostenitori del no invece mostrano di non aver fatto. Moltissime delle considerazioni che vengono fatte prescindono totalmente dal testo della riforma, che è davvero un passo in avanti nella civiltà giuridica".

Quale sarebbe questo passo avanti?

"Il primo passaggio fondamentale è la terzietà del giudice, un valore assolutamente incommensurabile, importante anche per me, personalmente. Essere giudice non è soltanto cercare di essere imparziale verso le persone, verso l'imputato, ma è sentirsi veramente terzo, cioè quindi essere una cosa diversa dal pubblico ministero, così come è una cosa diversa essere l'avvocato che difende l'imputato. Tutto ciò è essenziale, questa riforma è essenzialmente a tutela dei cittadini, soprattutto dei più fragili."

L'impatto reale verso la cittadinanza?

"Non parliamo di un effetto diretto, non stiamo certo dicendo che chi deve essere condannato verrà invece assolto. Moltissimi cittadini però pensano di non aver mai a che fare con un procedimento penale, ma poi basta pensare all'area del colposo, degli incidenti stradali, della responsabilità colposa per gli infortuni sul lavoro oppure le responsabilità mediche. Nessuno può dire di essere sicuro di non avere mai a che fare con la giustizia penale, dunque l'interesse dei cittadini deve essere rispetto a una giustizia che funziona a prescindere dal fatto che uno venga coinvolto, perchè la giustizia è una delle funzioni fondamentali della società e da questo punto di vista avere dei giudici autorevoli è assolutamente fondamentale".

Il sorteggio: una delle novità più discusse.

"Attualmente le correnti dell'Associazione Nazionale Magistrati hanno preso possesso del Consiglio Superiore della Magistratura, ma sono associazioni private, e si sono impossessate di un organismo a rilevanza costituzionale. Il sorteggio per i magistrati molto importante perchè libera totalmente i componenti del Csm da qualsiasi tipo di pressione indebita. Pressioni indebite spesso al limite del penale, pressioni per cui noi giudici a volte mandiamo le persone in carcere. Lo scandalo Palamara è stata una cosa molto grave perchè ha mostrato che la magistratura che è chiamata a condannare i cittadini nel momento in cui violano la legge, quando si tratta dei propri affari, viola la legge".

La giustizia rischia davvero di finire sotto la politica?

"In tutta la riforma non c'è niente, assolutamente niente, che dica che la magistratura può andare sotto la politica. L'autonomia e l'indipendenza dei singoli magistrati, sia pubblici ministeri, giudici e uffici giudiziari, è assolutamente garantita. Non c'è nessun potere maggiore per esempio attribuito al ministro della giustizia, che attualmente ha solo il potere di iniziativa disciplinare. I consigli superiori della magistratura, che ora saranno due, sono composti per la maggioranza dai magistrati e quindi da questo punto di vista tuteleranno ampiamente ciascun magistrato nella sua autonomia e indipendenza. Quando si dice non si faranno più le indagini nei confronti dei politici si dice una falsità, è veramente una cosa che dispiace molto, anche perchè tale falsità è sostenuta da dei colleghi magistrati, che sono anche giuristi".

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie