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Il dibattito

Referendum giustizia, sindaci Pd della provincia di Siena compatti per il no: "Non risolve i problemi e indebolisce la Costituzione"

L'appello pubblico dei primi cittadini dem

Caterina Iannaci

20 Marzo 2026, 18:27

bandiera Pd

Una bandiera del Pd

Si è chiusa a Siena la campagna del PD per il No al referendum abrogativo sulle riforme della giustizia, in programma il 22 e 23 marzo. Dai dem un coro unanime di critiche al disegno di legge costituzionale, considerato incapace di risolvere i veri nodi del sistema giudiziario italiano. “Questa riforma non serve a niente” – ha detto ieri la deputata Simona Bonafè intervenuta al Circolo Arci di Fontebecci - non migliora i problemi che la giustizia ha e che non abbiamo mai negato: la lungaggine dei processi, la carenza di organici. Non interviene su nulla di questo e non garantisce neppure una maggiore terzietà del giudice, che è già prevista dalla Costituzione e confermata dai numeri".

A dare voce e peso alla mobilitazione è stato soprattutto l'intervento collettivo dei sindaci e delle sindache della provincia di Siena, che hanno sottoscritto un appello pubblico per il No. "Noi, Sindache e Sindaci della Provincia di Siena, che abbiamo giurato sulla Costituzione impegnandoci ad osservarla lealmente unitamente a tutte le leggi dello Stato, crediamo necessario esprimerci chiaramente e pubblicamente per il NO al referendum sul disegno di legge costituzionale in materia di ordinamento giurisdizionale, sul quale i cittadini italiani saranno chiamati al voto il 22 e il 23 marzo prossimi", si legge nel testo diffuso.

I primi cittadini senesi smontano pezzo per pezzo la riforma, sottolineando come essa ignori i problemi cronici della giustizia italiana: "I reali problemi della giustizia – i tempi dei processi, la carenza strutturale di personale, il sovraffollamento delle carceri – che da decenni affliggono la popolazione italiana, non sono minimamente affrontati in questa riforma costituzionale". Al centro delle critiche, la proposta di "separazione delle carriere" tra pm e giudici, definita una "non questione": "la tanto sbandierata 'separazione delle carriere', che peraltro già esiste, se consideriamo che già oggi, nel corso della carriera, è possibile passare una sola volta, e per di più cambiando regione, da funzione requirente (PM) a funzione giudicante (giudice), o viceversa (tale meccanismo, che peraltro riguarda meno dell’1% dei magistrati, è stato introdotto senza alcuna modifica alla Costituzione, e anche per una sua ulteriore modifica, sarebbe stata sufficiente una legge ordinaria)".

L'appello difende con forza il principio costituzionale della magistratura come "corpo unico": "Il nostro NO è motivato dalla convinzione che la riforma indebolirebbe la Costituzione in uno dei suoi pilastri più significativi: la magistratura come corpo unico, dove giudici e PM appartengono allo stesso ordine e sono caratterizzati dalla stessa formazione, dagli stessi principi e dalla stessa idea di cosa voglia dire rendere giustizia". Senza un "sostrato culturale comune", avvertono, il pm rischierebbe di diventare un accusatore unilaterale: "È fondamentale, infatti, che tra chi giudica e chi esercita la funzione requirente ci sia un sostrato culturale comune, una condivisione dei medesimi limiti e garanzie: se il PM fosse un soggetto separato e orientato alla sola logica dell’accusa, il rischio di una deriva inquisitoria sarebbe dietro l’angolo, con indagini e processi sbilanciati e tutti, ovviamente, a sfavore degli imputati". E ancora: "Noi, di fronte a questo rischio, diciamo NO: il PM deve rimanere anzi tutto interessato ad accertare la verità, ricercando anche tutti gli elementi a favore dell’indagato".

Non meno dura è la condanna al sorteggio per i componenti dei nuovi CSM e dell’Alta Corte: "Siamo anche fortemente contrari al meccanismo del sorteggio dei componenti di un organo di autogoverno, altro motivo per cui diremo NO". Questo sistema, secondo i sindaci, minerebbe la responsabilità: "L’estrazione a sorte dei componenti dei nuovi CSM e dell’Alta Corte mina irrimediabilmente il principio di responsabilità delle scelte: se si viene sorteggiati, non ci si sentirà pienamente responsabili del ruolo ricoperto. Questo meccanismo renderà i singoli componenti più vulnerabili, isolati ed esposti: senza legami di responsabilità o sostegno, sono più permeabili a pressioni dall’esterno con conseguenze negative sia per l’indipendenza della magistratura che per il corretto esercizio della giustizia". Peggio ancora, rafforzerebbe il peso della politica: "E affidare tutto al caso è tanto più grave proprio per un organo di autogoverno come il CSM, che ne uscirebbe indebolito e sempre più dipendente nei confronti della politica, visto che, nella pratica, il sorteggio dei magistrati unito a quello 'pilotato' dei rappresentanti politici rafforzerà il peso della politica e indebolirà l’intera magistratura".

I sindaci invocano alternative serie: "Sarebbe stato più corretto, semmai, concepire concorsi con commissioni esterne e basati su criteri come merito e anzianità, garantendo così serietà, competenza e scelte: noi, Sindache e Sindaci, crediamo che la democrazia costituzionale si regga sulla responsabilità e sul diritto-dovere di scegliere, non su di una ipocrita casualità ammantata da trasparenza". Il messaggio finale è netto: "Non serve riscrivere (male) la Costituzione per far funzionare la giustizia. Serve, al contrario, far funzionare la giustizia per rispettare la Costituzione, dando a tutti i cittadini, soprattutto ai più deboli, la garanzia di una uguaglianza sostanziale – e non solo formale – di fronte alla legge. Per questi e altri motivi, noi Sindache e Sindaci il 22 e 23 marzo andremo a votare, e voteremo No".

L'elenco dei firmatari comprende: Michele Angiolini (Montepulciano), Marco Bartoli (San Quirico d’Orcia), Gabriele Berni (Monteroni d’Arbia), Agnese Carletti (San Casciano dei Bagni), Susanna Cenni (Poggibonsi), Riccardo Conti (Buonconvento), Roberto Cottini (Cetona), Francesco Fabbrizzi (Radicofani), Andrea Francini (Trequanda), Silvio Franceschelli (Montalcino), Andrea Frosini (Monteriggioni), Francesco Guarguaglini (Radicondoli), Giuseppe Gugliotti (Sovicille), Francesco Landi (Sarteano), Andrea Marrucci (San Gimignano), Fabrizio Nepi (Castelnuovo Berardenga), Fabrizio Nucci (Asciano), Davide Ricci (Murlo), Luca Rossi (Castiglione d’Orcia), Gianluca Sonnini (Chiusi), Alessandro Starnini (Rapolano Terme), Grazia Torelli (Chianciano Terme), Niccolò Volpini (Abbadia San Salvatore), Edo Zacchei (Sinalunga).

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