Siena
Il convegno De&I Strategy, che ha portato all’auditorium del Misericordia di Grosseto oltre 250 professionisti e rappresentanti istituzionali, segna un passaggio decisivo per l’Azienda Usl Toscana sud est. A guidare questo cambiamento è la senese Vittoria Doretti, De&I manager e creatrice del Codice Rosa, oggi figura chiave e protagonista di un’evoluzione che amplia e struttura quell’esperienza in una visione più organica della sanità. Il suo contributo ridefinisce il modo stesso di intendere cura e organizzazione: non più solo risposta all’emergenza o gestione delle fragilità evidenti, ma costruzione di un sistema in cui le differenze diventano risorsa e leva di qualità. È su questa prospettiva che Doretti fonda un modello in cui diversità, equità e inclusione non restano principi astratti, ma si traducono in pratiche quotidiane. "Noi cerchiamo di fare ogni giorno il nostro dovere fino in fondo - afferma. - Come abbiamo imparato in questi 17 anni di Codice Rosa, il nostro obiettivo è rispondere sul campo con azioni concrete e tempestive".
Il valore della sua impostazione emerge soprattutto nel superamento di una logica puramente burocratica. Il premio Mangia 2017 spinge verso un’organizzazione capace di riconoscersi come comunità, dove ogni operatore si senta parte attiva e responsabile. "Stiamo realizzando tanti progetti, tra cui un nuovo piano sull’uguaglianza di genere aziendale che di fatto cambia l’approccio del De&I", spiega. Un percorso che mira a trasformare l’azienda in "una comunità che condivide valori e idee della diversità, dell’equità e dell’inclusione".

Sotto il suo coordinamento scientifico, il convegno ha affrontato temi centrali e attuali, dalle implicazioni dell’intelligenza artificiale nella lotta alle discriminazioni al ruolo della dirigenza nella prevenzione delle molestie. In sinergia con la direzione generale guidata da Marco Torre, prende forma un modello che fa dell’innovazione sociale il proprio tratto distintivo.
La visione di Vittoria Doretti dimostra così che un approccio inclusivo non è soltanto una scelta etica, ma un fattore strategico: rafforza le relazioni interne, migliora l’ambiente di lavoro e si riflette direttamente sulla qualità dell’accoglienza e del benessere di chi si affida alle cure.
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