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Il progetto

Mensa, caffetteria, cineforum e biblioteca: ecco come sarà il nuovo hub a Siena. "Una 'agorà' dello studente"

Manifestazione di interesse per una struttura da mille metri, saranno investiti i 4 milioni vincolati per la ex Bandini. I locali a Porta Romana restano in pole

Claudio Coli

09 Aprile 2026, 05:18

Giani Manetti e Fabio

Il presidente Giani con l'assessora Manetti e il sindaco Fabio

Una mensa moderna con piatti tradizionali, unici, pizze e cibi da asporto. Poi una biblioteca tecnologicamente avanzata, caffetteria da duecento posti, spazi per eventi, presentazioni, mostre, cineforum, luoghi di aggregazione sociale, relax, mercatini, attività sportive. Dove poter anche poter festeggiare le lauree. Sarà tutto questo il nuovo hub studentesco che Regione, Dsu, Comune e atenei cittadini vogliono creare a Siena per dare una svolta in termini di servizi e possibilità per la comunità studentesca, alle prese con croniche mancanze ristorative e di posti letti che danneggiano l’attrattività delle Università e l’economia cittadina. Il progetto, NextSienaHub, supera di fatto, e allarga, quello già noto della nuova mensa che deve sostituire la ex Bandini.

Ieri mattina è stato firmato il protocollo d’intesa che riunisce tutti gli attori protagonisti destinati a fare la loro parte – sul lato urbanistico, edilizio, infrastrutturale - per realizzare l’innovativo progetto per la nuova “agorà” dello studente. Entro una settimana sarà pubblicata una manifestazione d’interesse volta a reperire un immobile da almeno mille metri quadrati dentro il centro storico o comunque negli immediati pressi, con anche degli spazi esterni, che possa essere preso in gestione in comodato d’uso a sconto affitto. Le risorse ci sono già in parte – i 4 milioni vincolati che erano in origine stanziati per il rifacimento dell’immobile Bandini – ma una stima più precisa dell’investimento sarà fatta quando verrà individuato il luogo idoneo e sarà fatto il progetto di fattibilità con i lavori per allestire gli spazi (ci saranno dei costi di gestione da ammortizzare in 20-30 anni). La location, ibrida ed esclusiva, dovrà avere accessibilità e integrazione alla rete urbana e alla mobilità sostenibile, nonché connettività e infrastrutture tecnologiche adeguate.

La nuova mensa, secondo l’ipotesi finora vagliata, doveva nascere in una struttura di proprietà delle Pie Disposizioni fuori Porta Romana: un sito che rimane altamente papabile, anche se la scelta finale passa adesso dal bando. “Quello è un luogo assolutamente idoneo – conferma il direttore del Dsu Enrico Carpitelli – ma non vogliamo escludere altre possibilità”. “È un momento importante per la città – ha commentato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – c’era già la volontà di arrivare alla seconda mensa ma adesso il progetto vuole essere qualcosa di più. Aggregazione ed identità devono essere un quid pluris per gli atenei, un investimento così, che la Regione sosterrà, risponde anche a un bisogno psicologico degli studenti”.

“Il progetto – ha detto il presidente Dsu Marco Del Medico – nasce da un percorso condiviso, con un concept particolare, gli studenti oggi hanno esigenze diverse rispetto al passato”. “Le sollecitazioni per mensa e servizi – aggiunge l’assessore all'Università Cristina Manetti – arrivavano da tempo, si apre un nuovo scenario per dare delle risposte, con un piano importante e un obiettivo chiaro”. “Il Comune farà la sua parte – garantisce il sindaco Nicoletta Fabio – siamo felici per la soluzione prospettata, dovremo lavorare sinergicamente per raggiungere l’obiettivo auspicato”. “Un’idea vincente – la definisce il rettore dell’Università di Siena Roberto Di Pietra – offrirà una fruizione più moderna integrando più spazi”.

È urgente costruire spazi vitali per la comunità studentesca, per non restare indietro rispetto alle altre città”: così Tomaso Montanari, rettore dell’Unistrasi, ha commentato la nascita di NextSienaHub. “Studentati e mense sono importanti - prosegue Montanari - per non trasformare città in musei con solo ristoranti. Il progetto è innovativo, prevede non solo pasti ma anche socialità. Spero che nel 2027 si possa realizzare, nonostante i tagli del governo faremo la nostra parte”.

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