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L'inchiesta

Operazione "Contractus": blitz dei carabinieri di Siena contro la camorra negli appalti PNRR. 11 arresti, clan Moccia nel mirino

Indagine di Procura di Firenze e Dda, misure cautelari tra Toscana, Campania e Friuli per estorsione e tentata estorsione, aggravate dal metodo mafioso, minaccia a pubblico ufficiale e tentata violenza privata

Caterina Iannaci

12 Aprile 2026, 13:19

carabinieri poggibonsi

I carabinieri a Poggibonsi

Colpo grosso alla criminalità organizzata toscana. I Carabinieri del Comando Provinciale di Siena, supportati da reparti territoriali, hanno eseguito in province come Napoli, Caserta, Prato, Firenze e Udine un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Firenze su richiesta della Dda. Undici soggetti di origine campana, considerati vicini allo storico clan Moccia di Afragola, finiscono in manette: 7 in carcere, 4 ai domiciliari. Reati: estorsioni e tentate estorsioni mafiose, minacce a pubblici ufficiali e tentata violenza privata.

L'operazione "Contractus", partita a aprile 2025 con il contributo del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro e della Guardia di Finanza di Siena, smaschera un'infiltrazione sistematica nel tessuto economico toscano. Al centro, la "P.R. Appalti s.r.l.", società campana usata come paravento per subappalti pubblici e privati, inclusi cantieri PNRR nel Centro Italia. Il meccanismo? Imposizione violenta di rinegoziazioni: contratti "a corpo" o "a misura" stravolti in "ad ore", con ore-lavoro fittizie e gonfiaggio di costi per estorcere pagamenti. Rifiuto? Occupazione di cantieri, minacce e violenze.

"Nelle conversazioni intercettate - spiega la Procuratrice capo di Firenze Rosa Volpe - il principale indagato richiamava esplicitamente la potenza del vincolo associativo per piegare ogni resistenza al fine di creare assoggettamento nelle persone offese: “Se mi arrestano a me... stanno altri mille soldati che rispondono ai miei ordini”. Il richiamo a una struttura militare pronta a subentrare nell’agire criminale garantiva agli indagati di spadroneggiare, cosicché le azioni intimidatorie poste in essere hanno potuto esercitare assoluto assoggettamento negli imprenditori destinatari delle minacce".

La Procura di Firenze e l'Arma lanciano un appello: "Imprenditori vittime di intimidazioni da 'P.R. Appalti' o metodi simili, denunciate. La collaborazione con lo Stato è l'arma per sradicare il ricatto mafioso e tutelare il mercato legale".

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