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L'inchiesta

Camorra nei cantieri, il territorio senese al centro degli affari. Le minacce agli imprenditori: "Fai la fine della pecora"

Nel mirino i lavori anche della scuola Rodari a Monteriggioni e i bambini: "E' meglio che la chiudete"

Caterina Iannaci

13 Aprile 2026, 20:44

La scuola Rodari di Castellina Scalo

La scuola Rodari di Castellina Scalo

Ruotava principalmente sulle attività edili della provincia di Siena il giro di affari della camorra che si era infiltrata nei cantieri finanziati dal Pnrr, svelato dall’operazione "Contractus", condotta dai carabinieri di Poggibonsi e coordinata da Dda e Procura di Firenze, con 11 misure cautelari a carico di soggetti vicini al clan Moccia di Afragola. Nel mirino sono finiti anche i lavori nelle scuole, con tanto di minacce di fare del male ai bambini se non fossero state pagate somme più alte. Un sistema criminale di estorsione, strutturato e militarizzato, "se mi arrestano a me... stanno altri mille soldati che rispondono ai miei ordini" dice uno degli indagati. Un ingranaggio attivo con "classiche modalità di estorsione riconducibili a contesti criminali mafiosi" scrive il gip di Firenze nell’ordinanza di custodia.

Vittime alcuni imprenditori edili del Senese, finiti strozzati dalle richieste sempre più esose dei malviventi. Ed è proprio da una delle loro denunce che si sono accesi i fari dei militari dell’Arma valdelsani guidati dal maggiore Emanuele Fazzi. Fra questi il titolare sinalunghese della Re.Strutture Srl, che si occupava del cantiere nella scuola Rodari di Castellina Scalo, a Monteriggioni, che affidato per 16mila euro, alla fine mostra un conto da oltre 200mila. Il meccanismo criminale imponeva di rinegoziare i contratti, che diventavano da "a corpo" o a "a misura" o "ad ore", le quali lievitano, al pari dei costi.

Qui finisce per essere minacciato anche il comandante della polizia municipale del borgo turrito, come emerge dall’ordinanza di custodia del giudice. La scuola, nel maggio 2025, diventerà teatro della clamorosa iniziativa degli operai che si asserragliarono nel cantiere lamentando la mancanza di stipendi da ben quattro mesi, inscenando per giorni una rumorosa protesta. "Domani è meglio che chiudete la scuola, meglio non far venire i bambini" è una delle minacce, captate dalle intercettazioni degli inquirenti, fatte all’impresario edile operativo a Monteriggioni. La pesante pressione veniva fatta anche sui lavori in corso a Castellina in Chianti, dove era operativo un altro impresario del territorio, minacciato di morte: "Ti faccio fare la fine della pecora" gli viene detto. Intimidazioni che lo portano a pagare, come ricostruito dagli investigatori, ben 20mila euro di "extra".

 
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